11 Marzo 2026
Sardegna

Lavoro e intelligenza artificiale, Damiano: “Usarla per salvare vite, non per controllare”

Utilizzare l’intelligenza artificiale non per intensificare i ritmi o invadere la privacy, ma per salvare vite. È l’appello lanciato da Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente del Centro studi Lavoro e Welfare, durante l’incontro “Ripensare il lavoro. L’evoluzione della contrattazione collettiva tra innovazione, tradizione e nuove intelligenze”, promosso da Cifa nell’ambito del Festival del Lavoro ai Magazzini del Cotone di Genova.

“La tecnologia può diventare un alleato fondamentale per tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori e abbattere il muro tragico dei mille morti sul lavoro ogni anno, tre al giorno”, ha affermato Damiano, ricordando i dati allarmanti sottolineati anche dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Il riferimento è ai numerosi dispositivi intelligenti già in uso: badge digitali di cantiere, airbag anticaduta, sensori per operatori isolati, microchip nei DPI, muletti intelligenti in grado di fermarsi davanti a ostacoli.

Damiano sottolinea l’urgenza di sostenere queste innovazioni con fondi adeguati: “Occorre finanziare, anche con risorse dell’Inail, le imprese che investono in sicurezza avanzata. Ma attenzione – avverte – la differenza tra tutela e sorveglianza è sottile. Il rischio è che l’IA si trasformi in uno strumento di controllo, generando stress e violazioni della privacy”.

Per affrontare queste sfide, l’ex ministro propone un nuovo modello di contrattazione collettiva: “Serve una commissione nazionale e decentrata sul tema dell’intelligenza artificiale nel lavoro, per scrivere regole condivise tra datori e lavoratori. È un terreno ancora poco esplorato, ma cruciale per il futuro”.

In questa direzione si inserisce l’iniziativa di Cifa Italia e Confsal, che hanno dato vita a un osservatorio nazionale sull’impatto dell’intelligenza artificiale, soprattutto nelle micro e piccole imprese, “spesso più indietro nella transizione tecnologica”, spiega Andrea Cafà, presidente di Cifa e FonARCom. “Attraverso la nostra terza via della contrattazione – aggiunge – vogliamo affermare un modello che non fa dumping, ma che crea ricchezza sociale ed economica investendo sul valore delle persone”.

A ribadire il principio guida della contrattazione firmata Confsal è il segretario generale Angelo Raffaele Margiotta, che pone al centro “la persona-lavoratore, titolare di diritti universali e soggetto di una contrattazione che deve tener conto della specificità tecnica e della responsabilità delle singole mansioni”.