Lavoro, a gennaio 527mila assunzioni programmate dalle imprese.
Le imprese italiane prevedono di attivare circa 527mila contratti di lavoro nel solo mese di gennaio, che diventano oltre 1,4 milioni nel primo trimestre dell’anno. È quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
La domanda di lavoro risulta complessivamente stabile rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), ma con andamenti differenziati tra i settori. Segnali positivi arrivano dal comparto primario, che cresce del 6,5%, mentre i servizi mantengono un andamento sostanzialmente invariato (+0,1%). Più prudente l’industria, in flessione del 3,5%, con un calo più marcato nel manifatturiero (-4,6%) e più contenuto nelle costruzioni (-1,3%).
Nel settore industriale sono attese 155mila entrate, di cui 104mila nel manifatturiero e 51mila nell’edilizia. Le maggiori opportunità si concentrano nella meccanica ed elettronica (oltre 27mila contratti), nella metallurgia (21mila) e nell’alimentare (15mila). Il terziario, con circa 337mila assunzioni previste, resta il principale bacino occupazionale, trainato da turismo, servizi alla persona e commercio. Nel primario sono programmate circa 35mila entrate.
La tipologia contrattuale più diffusa resta il tempo determinato (47,8%), seguito dal tempo indeterminato (21%) e dalla somministrazione (11,9%).
In calo la difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 45,8% delle posizioni, oltre tre punti in meno rispetto a un anno fa. Le criticità maggiori si registrano nelle costruzioni, nel legno-arredo e nella metallurgia.
Tra i profili più difficili da trovare figurano ingegneri, analisti informatici, tecnici sanitari, meccanici e operai edili specializzati. Le imprese prevedono inoltre di ricorrere a lavoratori stranieri per il 22,2% dei contratti, pari a circa 117mila posizioni, soprattutto nei settori primario, tessile e costruzioni.
I giovani under 30 rappresentano il 27,1% delle entrate previste, con maggiori opportunità nei servizi finanziari, nell’Ict e nel commercio.
A livello territoriale, il maggior numero di assunzioni è programmato nel Nord-Ovest e nel Mezzogiorno, con la Lombardia in testa alla classifica regionale, seguita da Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Campania.
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