11 Luglio 2026
Europa

L’America riduce il suo esercito in Europa: la NATO trema

Un terremoto silenzioso sta scuotendo i quartieri generali della NATO. Gli Stati Uniti hanno comunicato ufficialmente ai partner dell’alleanza la loro intenzione di ridurre in modo sostanziale il proprio contributo militare, lasciando agli europei il compito di colmare i vuoti. La notizia, riportata dal settimanale tedesco Der Spiegel sulla base di fonti interne, arriva dopo che l’inviato del Pentagono Alexander Velez-Green ha illustrato i piani americani in una riunione a Bruxelles nella seconda metà della scorsa settimana.

Secondo quanto riferito dalla rivista, Washington intende ridimensionare i propri impegni nell’ambito del NATO Force Model , il quadro operativo che governa la pianificazione, il dispiegamento e la gestione delle forze dell’alleanza , e si aspetta che i Paesi europei provvedano autonomamente a riempire i vuoti che ne deriveranno.

I numeri, per quanto non resi pubblici né da Berlino né dall’ufficio stampa della NATO, sarebbero tutt’altro che marginali. Stando a Der Spiegel, il taglio riguarderebbe circa un terzo dei caccia militari attualmente assegnati alla NATO, oltre a una riduzione dei bombardieri strategici e dei cacciatorpediniere impegnati nelle operazioni dell’alleanza. Il Pentagono avrebbe inoltre intenzione di cessare del tutto la partecipazione con sottomarini alle missioni NATO, mentre agli europei verrebbe chiesto di dotarsi autonomamente di droni da ricognizione e di aerei per il rifornimento in volo.

I funzionari europei, secondo le fonti citate dal magazine tedesco, non si aspettavano un ridimensionamento di questa portata. L’annuncio ha colto di sorpresa molte capitali, aprendo interrogativi seri sulla tenuta della struttura difensiva del continente.

Velez-Green avrebbe tuttavia precisato che Washington rimane disponibile a collaborare strettamente con i Paesi alleati che si muoveranno rapidamente per aumentare il proprio contributo militare. Gli Stati Uniti si attendono proposte concrete dai paesi europei già agli inizi di giugno.

Un punto fermo, almeno per il momento: gli americani non intendono abbandonare la partecipazione alla deterrenza nucleare in Europa.

Il messaggio complessivo è, però, inequivocabile. L’America sta scaricando sugli europei il peso di una difesa che per settant’anni ha in larga parte finanziato e garantito essa stessa , e lo fa in un momento in cui il continente è già alle prese con il tentativo affannoso di costruire una propria autonomia strategica, con risorse, tempi e volontà politiche tutt’altro che uniformi tra i ventisette.

foto nato.int