L’America di Trump per il riscaldamento globale non solleva le polemiche tra “la verde Europa”.
I leader europei continuano ad assistere in silenzio a quello che viene definito l’ennesimo strappo dell’amministrazione Trump al multilateralismo climatico globale. Mercoledì, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha infatti ordinato il ritiro del Paese dal trattato del 1992 che costituisce la base giuridica della maggior parte degli sforzi internazionali contro il riscaldamento globale, segnando l’attacco più radicale finora al sistema climatico delle Nazioni Unite.
La decisione implica che il Paese più ricco del mondo e il secondo maggiore emettitore di gas serra non prenderà più parte alle iniziative ONU per la lotta al cambiamento climatico, una scelta che, secondo diversi osservatori, potrebbe essere difficile da invertire anche per future amministrazioni americane.
Di fronte a una mossa di tale portata, ci si sarebbe potuti aspettare una reazione dura da parte delle capitali europee. Invece, la risposta è stata quasi inesistente. Nessuna presa di posizione pubblica da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nessun commento dal premier britannico Keir Starmer, mentre il presidente francese Emmanuel Macron si è limitato a toni prudenti.
Nel suo discorso annuale ai diplomatici francesi, Macron ha ammesso che l’offensiva statunitense contro il multilateralismo, che include anche l’uscita da 66 organizzazioni internazionali attive nei settori ambientale, sociale e dei diritti umani, indebolendo tutte le strutture attraverso cui possiamo risolvere i problemi comuni.
Il contrasto con il 2017 è evidente, quando i leader europei reagirono con durezza all’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi. Oggi, però, il contesto geopolitico è profondamente cambiato. Le crisi in Ucraina e in Groenlandia e la forte dipendenza europea dall’intelligence e dagli armamenti americani sembrano aver relegato la questione climatica in secondo piano.
E con l’Europa ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina, non ha senso criticare apertamente Trump per il clima. Una linea condivisa da diversi analisti, che parlano di una scelta consapevole delle battaglie da combattere.
Anche all’interno dell’UE prevale la rassegnazione. Susi Dennison, del Consiglio europeo per le relazioni estere, osserva che l’uscita americana “non sorprende più” ed è coerente con la linea dell’amministrazione Trump. I governi di Regno Unito, Francia, Germania e la Commissione europea hanno evitato commenti ufficiali, lasciando spazio a reazioni isolate di ministri dell’Ambiente.
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