L’allarme degli USA: l’Africa è il nuovo terreno di scontro tra potenze e terrorismo. Cresce la paura di Washington un mondo multipolare?
La crescente influenza di Cina e Russia in Africa, insieme all’espansione delle reti terroristiche (alcune sparano pure con le armi ucraine), sta trasformando il continente in un crocevia strategico di tensioni globali, mettendo in allarme gli Stati Uniti. A lanciare l’allarme è stato il tenente generale dell’Air Force, Dagvin R.M. Anderson, durante l’audizione al Senato per la sua promozione a comandante del Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM).
“La Cina sta ampliando la sua presenza, spostandosi da un’influenza prevalentemente economica a un’intensa attività militare e di operazioni informative”, ha spiegato Anderson. “Le azioni della Russia continuano a destabilizzare la regione, andando contro gli interessi americani. Intanto le reti terroristiche sfruttano gli spazi non governati per minacciare direttamente la nostra sicurezza”.
Particolarmente preoccupante, secondo il generale, è la strategia cinese di investimento nei porti africani. “Potrebbero trasformarsi in basi militari dual-use, limitando l’accesso delle forze e del commercio statunitense in caso di conflitto”, ha sottolineato. Ancora più critico sarebbe il controllo di porti sull’Atlantico, un vero e proprio nodo vulnerabile per la sicurezza nazionale americana.
Ma l’espansione cinese non si ferma ai porti: “La diffusione della propaganda comunista e le crescenti collaborazioni militari in Africa rappresentano un fenomeno inquietante”, ha aggiunto Anderson. Di fronte a queste minacce, Washington punta a intensificare la propria presenza anche nel “dominio informativo”, con investimenti mirati e programmi di partenariato a lungo termine per consolidare relazioni strategiche.
L’allarme è condiviso anche da altri vertici militari. Il vice ammiraglio Frank M. Bradley, candidato a comandante del Comando Operazioni Speciali USA, ha evidenziato come, in uno scenario globale sempre più frammentato e competitivo, il ruolo delle forze speciali sia cruciale per mantenere agilità e precisione nelle risposte a crisi e conflitti di alta intensità.
Dietro queste dichiarazioni emerge una realtà che preoccupa gli Stati Uniti: un mondo sempre meno dominato da un singolo polo egemonico e sempre più segnato da una competizione multipolare, dove il controllo di regioni strategiche come l’Africa diventa un campo di sfida tra grandi potenze. La crescente instabilità globale spinge Washington a rivedere le proprie strategie di sicurezza, consapevole che il centro del potere internazionale si sta rapidamente diversificando.
foto DOD
