La Vela internazionale a Cagliari. Le prime dichiarazioni dei protagonisti dell’America’s Cup
Dopo le prime uscite non ufficiali, una gerarchia comincia a delinearsi tra le squadre in gara. Emirates Team New Zealand ha subito mostrato i muscoli nelle condizioni di vento tese. Per il timoniere Nathan Outteridge “é tutto tremendamente equilibrato. Conta la precisione, sfruttare ogni bolina, navigare la barca in modo intelligente. Non basta spingere al massimo da una banda all’altra”.
La rivoluzione del Women & Youth.
La vera novità di questa regata è la partecipazione di equipaggi femminili e giovanili, schierati da Emirates Team New Zealand, GB1 e Luna Rossa contro i velisti di punta. Hannah Mills OBE, al timone del team Athena Pathway, ha descritto un’atmosfera rinnovata: “C’è una nuova energia e gli AC40 sono barche straordinarie”.
Erica Dawson, che affianca lo skipper Jake Pye nel team di Emirates Team New Zealand, non nasconde l’emozione: “È un’opportunità incredibile gareggiare contro i velisti che sono stati i miei eroi. E poter offrire un modello di riferimento alle giovani che si avvicinano alla vela è qualcosa di speciale”.
GB1 fa paura, Luna Rossa risponde.
La sorpresa della vigilia porta la firma britannica: GB1, Challenger of Record, ha impressionato per velocità con Dylan Fletcher e Ben Cornish ai comandi. Fletcher non usa mezzi termini: “Puntiamo al gradino più alto del podio. Siamo tutti velisti e regatanti nel profondo. Credo che saremo piacevolmente sorpresi di dove ci collochiamo rispetto agli altri team”.
Dal fronte italiano, Luna Rossa schiera due volti simbolici: Peter Burling, skipper della squadra principale, e Marco Gradoni, vincitore della Youth America’s Cup. Gradoni non si nasconde: “Daremo il massimo per essere tra i primi due. Non sarà facile per nessuno, ma Luna Rossa è avversaria tosta, e lo sa chiunque. L’obiettivo è portare il trofio a casa. Difficilissimo, ma ogni giorno usciremo in acqua con questo obiettivo in testa”.
Il nuovo volto di Alinghi e la sfida francese.
Paul Goodison, skipper di Tudor Team Alinghi in versione rinnovata e ricca di talenti, guarda alla settimana come banco di prova: “È la prima volta che siamo davvero sotto pressione. Siamo qui per scoprire cosa siamo in grado di fare”.
Tra i favoriti della vigilia figura anche Quentin Delapierre, al timone di La Roche-Posay Racing Team. Il francese è ambizioso ma con i piedi per terra: “L’America’s Cup è un trofeo durissimo da conquistare, ed è per questo che è leggendario. Possiamo vincere, ma possiamo anche sbagliare molto. L’importante è navigare bene e non caricarsi di pressione eccessiva”.

Ospiti d’onore: Australia e USA guardano al futuro.
Due leggende del grande circo velico hanno presenziato in rappresentanza dei team che, per via dell’iscrizione tardiva, non gareggeranno in Sardegna ma saranno protagonisti nei prossimi mesi.
Tom Slingsby, già vincitore dell’America’s Cup e ora responsabile della vela di Team Australia, ha evocato l’epopea del 1983: “Quella vittoria fu probabilmente il momento sportivo più grande che l’Australia abbia mai vissuto. E ora abbiamo la possibilità di rivivere quella magia. Come atleta, è per questo che gareggi: fermare un Paese e fare in modo che tutti si chiedano “dov’eri quando l’Australia ha vinto la Coppa America?”.
Ken Read, ex velista della Coppa e nuovo CEO di American Racing Challenger Team USA, ha sottolineato il carattere generazionale dell’impresa: “Vogliamo portare una nuova generazione di velisti americani nella Coppa America, pensando non solo ai prossimi mesi ma al futuro dello sport”.
Il trofeo di Sardegna e la cerimonia d’apertura.
Ad attendere il vincitore della finale di domenica c’è un premio di straordinaria bellezza: una scultura del maestro sardo Roberto Ziranu, realizzata con una base di ginepro raccolta sui monti dell’Ogliastra e con vele forgiate e colorate dalle fiamme , un capolavoro dell’artigianato isolano.
La serata si aprirà con la cerimonia inaugurale al Bastione di San Remy, con vista panoramica su Cagliari, seguita da una sfilata attraverso la città guidata da trecento danzatori in costume tradizionale fino al Race Village, dove verrà tagliato il nastro della Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta, Sardinia: il primo capitolo della lunga strada verso Napoli.
foto Ricardo Pinto
