13 Settembre 2026
Politica

La variazione di bilancio dei due miliardi e “delle briciole a pioggia”

Mentre la Sardegna avrebbe bisogno di scelte strutturali su sanità, trasporti e lavoro, il Consiglio regionale si appresta a chiudere in pochi giorni una variazione di bilancio da due miliardi di euro, arrivata in Aula con oltre duemila emendamenti (2700 per l’esattezza). Basta scorrere quelli già approvati all’articolo 1 , quello dedicato alla sanità, con una dotazione complessiva superiore al miliardo , per farsi un’idea del metodo: una sequenza di micro-finanziamenti locali, firmati dai capigruppo di maggioranza, che rispondono alla consueta logica del consenso territoriale (come ricordato recentemente in conferenza stampa anche dal capogruppo di FdI, Paolo Truzzu) che a un disegno organico di seria programmazione.

I numeri che raccontano il metodo.

Qualche esempio, tra quelli emersi: 90 mila euro a un’associazione di Elmas per l’acquisto di un’ambulanza; 70 mila euro per la manutenzione del canile di Arzana; 210 mila euro per la ludoteca di Donori; altri 100 mila euro per la sede delle ambulanze di Senorbì; 50 mila euro al Comune di Quartu per la sede della Confraternita di Misericordia; 120 mila euro per il progetto “Genti de Bixinau” a Cagliari.

Consiglio regionale Sardegna
Il Consiglio regionale della Sardegna

Il problema è la somma del metodo: decine di micro-interventi puntuali, decisi emendamento per emendamento, che finiscono per sostituire , invece di integrare , una programmazione sanitaria e sociale regionale organica. È la differenza tra pianificare i servizi essenziali per un’isola intera e distribuire risorse comune per comune, associazione per associazione, secondo criteri opachi (basta conoscere) agli occhi di chi legge solo il testo di legge.

Un’Aula che smaltisce duemilasettecento emendamenti in una settimana.

C’è poi la questione dei tempi. Un provvedimento da due miliardi di euro, con oltre duemila emendamenti presentati, è calendarizzato per l’approvazione già martedì prossimo: sei o sette giornate d’aula per un lavoro che, se i 24 consiglieri di minoranza utilizzassero fino in fondo gli strumenti regolamentari , tre minuti di intervento per ogni emendamento , richiederebbe tempi ben più lunghi. Che l’opposizione non stia esercitando fino in fondo questa prerogativa è un fatto che merita di essere raccontato tanto quanto gli emendamenti della maggioranza: il controllo parlamentare non si esaurisce nel voto contrario in Aula, ma nell’uso degli strumenti che il regolamento mette a disposizione. Se quegli strumenti restano nel cassetto, la responsabilità della scarsa trasparenza del processo non può ricadere solo sulla maggioranza dei “migliori e dei puri”.

Il contesto non aiuta.

A rendere il quadro ancora più stridente, la discussione arriva in giorni in cui l’attenzione pubblica e mediatica in Sardegna è concentrata altrove, tra cronaca estiva, polemiche turistiche e “l’affaire ordures” , mentre il sistema di dirette streaming del Consiglio regionale risulta “in aggiornamento” proprio nei giorni clou della discussione. Una coincidenza che, indipendentemente dalle cause tecniche dichiarate, non aiuta chi vorrebbe seguire in presa diretta come vengono spesi due miliardi di euro pubblici.

In questo contesto, le dichiarazioni istituzionali che parlano di “giorni di discussione, confronto e voto” per “le scelte che accompagneranno la Sardegna nei prossimi anni” suonano stonate rispetto a quanto racconta il testo della legge: una variazione di bilancio che, tra micro-finanziamenti a pioggia e un calendario compresso, rappresenta (senza se e senza ma) l’ennesima occasione mancata per affrontare i nodi strutturali dell’isola, e un’occasione, semmai, colta bene dai consiglieri in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

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Il messaggio nel sito del Consiglio regionale della Sardegna

Cosa farà la magistratura quando saranno pubbliche le tabelle definitive allegate alla variazione di bilancio? Guarederà altrove? Qualche consigliere regionale del M5S continuerà a dire che siamo una “testata di sistema?”.