La Siria (guidata dall’ex al-Qaeda) non è più nella lista Usa dei Paesi che sostengono il terrorismo
La Siria non è più un regime terrorista. A sentenziarlo è la decisione dell’amministrazione statunitense di avviare l’iter per la rimozione del Paese dalla lista americana degli Stati sponsor del terrorismo, definendo la mossa uno “sviluppo importante” nei rapporti bilaterali con Washington.
Il ministero degli Esteri siriano ha salutato l’annuncio arrivato al termine dei colloqui tra il presidente Ahmed al-Sharaa e il presidente statunitense Donald Trump nella capitale turca Ankara.
Il dicastero ha definito la decisione “uno sviluppo importante nel percorso delle relazioni siro-americane, fondato su dialogo, rispetto reciproco e interessi condivisi”, sottolineando come la rimozione, unita all’alleggerimento delle sanzioni, possa rilanciare le prospettive di ripresa economica, creare le condizioni per la ricostruzione, favorire il commercio e gli investimenti internazionali e sostenere la sicurezza e la stabilità regionale.
Resta tuttavia difficile ignorare il paradosso al centro di questa svolta diplomatica: la Siria viene ora premiata da Washington proprio mentre è guidata da Ahmed al-Sharaa, ex leader jihadista noto in passato con il nome di battaglia Abu Mohammed al-Jolani, già affiliato ad al-Qaeda e successivamente a capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham, salito al potere nel dicembre 2025 non attraverso elezioni ma con un’offensiva militare che ha posto fine al regime di Bashar al-Assad. Lo stesso al-Sharaa era stato per anni ricercato dagli Stati Uniti, che avevano offerto una taglia da 10 milioni di dollari per la sua cattura in quanto legato al terrorismo internazionale. Il fatto che sia proprio lui, oggi, l’interlocutore con cui Trump negozia la cancellazione della Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo , designazione in vigore ininterrottamente dal 1979 , rappresenta uno dei rovesciamenti più netti della diplomazia mediorientale recente.
In precedenza, mercoledì, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato che Trump aveva formalmente notificato al Congresso l’intenzione della propria amministrazione di revocare la designazione della Siria, al termine del periodo di preavviso di 45 giorni previsto dalla legge. “Si tratta dell’ennesimo passo storico compiuto dal presidente Trump per dare al popolo siriano una possibilità di grandezza”, ha affermato Rubio in una nota, aggiungendo che la rimozione delle sanzioni “sbloccherà il commercio e gli investimenti internazionali, offrirà alla Siria la possibilità di ricostruirsi e aprirà un nuovo capitolo per il popolo siriano”.
foto president.gov.ua/en
