La Serbia cerca un ritorno alla normalità tra sfide interne e pressioni regionali.
A quasi un anno dall’incidente della copertura crollata a Novi Sad, nella quale persero la vita 15 persone, compreso un bambino di sei anni, la Serbia continua a fare i conti con tensioni politiche, sociali e istituzionali. Politicamente, l’episodio aveva riacceso il dibattito sulla responsabilità delle autorità locali e nazionali, evidenziando la persistente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e alimentando un senso di insicurezza tra la popolazione, accentuando la percezione che lo Stato privilegi interessi politici ed economici rispetto al benessere dei cittadini.
A livello istituzionale, inoltre, il crollo dello scorso 1° settembre 2024, ha messo in luce carenze nei controlli, nella regolamentazione e nell’applicazione delle norme edilizie e urbanistiche, sottolineando la necessità di riforme strutturali e di un’indagine trasparente per ristabilire fiducia pubblica.
Sullo sfondo delle proteste dei cittadini serbi, si inserirebbero, come suggerito da un recente studio dell’IFIMES, le pressioni dell’Unione Europea sul governo serbo, reputate come un tentativo di influenzare la politica interna, favorendo la diffusione di narrative alternative e di propaganda anti-UE, spesso a favore di rapporti più stretti con Russia o Cina.
Secondo gli esperti, per migliorare la propria reputazione, l’UE dovrebbe puntare su una comunicazione chiara, visibilità dei progetti tecnici, sostegno alla società civile e alfabetizzazione mediatica, evitando di essere percepita come arbitro delle scelte politiche interne della Serbia.
Nel frattempo l’Ue non ha stigmatizzato la recente intesa militare tra Croazia, Albania e Kosovo e il rafforzamento dell’accordo di difesa tra Slovenia e Croazia. Azioni che stanno mettendo in crisi l’equilibrio regionale, ponendo sfide strategiche per Belgrado. Tali sviluppi rafforzano la vigilanza militare e politica, stimolando al contempo la modernizzazione delle capacità militari serbe.
La situazione interna della Serbia resta, quindi, segnata da polarizzazione politica e divisioni tra governo e opposizione, complicata da pressioni regionali e percezioni negative sull’UE.
foto Dimitar Kyosemarliev Copyright: © European Union 2018 – Source : EP
