La Russia vuole risolvere la crisi ucraina sulla base degli accordi di Anchorage
Mosca si dice pronta a percorrere la strada del dialogo politico e diplomatico per porre fine al conflitto in Ucraina, ma non esclude di continuare le operazioni militari qualora i negoziati non approdino a risultati concreti. È quanto ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).
“Siamo pronti a ricorrere a mezzi politici e diplomatici per raggiungere i nostri obiettivi, sulla base degli accordi siglati ad Anchorage”, ha affermato Galuzin davanti ai giornalisti, riferendosi alle intese emerse dal vertice russo-americano tenutosi in Alaska. “Tuttavia, se ciò non dovesse accadere e se i nostri colleghi americani dovessero ridurre i propri sforzi per spingere il regime di Kiev ad accettare gli accordi di Anchorage, continueremo la nostra operazione militare in linea con gli obiettivi fissati dal presidente russo”.
Una dichiarazione che suona al tempo stesso come apertura e come monito: la Russia non chiude la porta alla diplomazia, ma ribadisce con fermezza che non intende rinunciare ai propri obiettivi strategici. Il messaggio, lanciato da uno dei palcoscenici economici più prestigiosi del Paese, è rivolto tanto a Washington quanto a Kiev: gli accordi raggiunti in Alaska restano, per Mosca, il quadro di riferimento imprescindibile per qualsiasi soluzione negoziata.
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