23 Aprile 2026
Europa

La Russia elabora una bozza alternativa alla risoluzione USA su Gaza.

La Russia ha presentato una bozza di risoluzione alternativa a quella statunitense per il raggiungimento di una pace sostenibile nella Striscia di Gaza. Lo ha comunicato la Missione Permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite, spiegando che Mosca si è vista “costretta” a intervenire dopo aver riscontrato, nella proposta americana, lacune rispetto al quadro giuridico internazionale e ai principi fondamentali del processo di pace israelo-palestinese.

In una nota, la missione russa ha ricordato che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è l’organo primario responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, e che le sue decisioni devono riflettere il diritto internazionale universalmente riconosciuto, in particolare il principio della soluzione a due Stati.

Vassily Nebenzia, UN Photo/Eskinder Debebe
Vassily Nebenzia, UN Photo/Eskinder Debebe

Secondo Mosca, questi elementi non avrebbero ricevuto sufficiente attenzione nella bozza statunitense. Da qui la decisione di proporre un testo alternativo che, afferma la missione, mira a garantire “un approccio realmente equo e inclusivo” necessario per ottenere un cessate il fuoco duraturo e creare le condizioni per una stabilità di lungo periodo nei territori palestinesi.

Un piano per i peacekeeping e un’amministrazione di transizione.

La bozza russa, ha precisato la missione, chiede al Segretario Generale dell’ONU di presentare un rapporto con diverse opzioni per l’attuazione dei punti pertinenti del cosiddetto piano Trump, al fine di delineare modalità chiare per l’eventuale dispiegamento di una forza di peacekeeping e per l’istituzione di un’amministrazione temporanea nella Striscia di Gaza.

L’obiettivo dichiarato è definire strumenti operativi “in piena coerenza con gli standard giuridici internazionali” e in grado di facilitare una cessazione della violenza stabile nel tempo.

Pur criticando il contenuto della bozza statunitense, Mosca ha riconosciuto il ruolo degli Stati Uniti e dei mediatori internazionali nel raggiungimento dei recenti risultati: la fine dell’emergenza immediata nella Striscia, la liberazione di ostaggi israeliani e detenuti palestinesi, e gli scambi delle salme delle vittime.

La posizione americana.

Da parte sua, la missione USA all’ONU aveva reso noto che la sua proposta include il sostegno a una forza internazionale di stabilizzazione e punta a garantire un futuro “stabile, sicuro e prospero” per i palestinesi a Gaza senza la presenza di Hamas. Washington sostiene di lavorare alla risoluzione fin dall’inizio di novembre, in consultazione con gli altri membri del Consiglio.

Il confronto tra le due bozza di risoluzione resta ora nelle mani del Consiglio di Sicurezza, chiamato a trovare un’intesa su un percorso comune per il futuro della Striscia di Gaza.

foto UN Photo/Manuel Elias