15 Agosto 2026
Europa

La roulette emotiva dei social, Commissione Europea: “Il design di Instagram e Facebook viola il Digital Services Act”

La Commissione Europea ha comunicato di aver riscontrato in via preliminare che Meta viola il Digital Services Act a causa del design “assuefacente” di Instagram e Facebook. L’indagine si concentra su funzionalità come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione fortemente personalizzati delle due piattaforme.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, Meta non avrebbe valutato in modo adeguato i rischi che il design assuefacente delle sue piattaforme comporta per il benessere fisico e mentale degli utenti, inclusi minori e adulti vulnerabili.

Nello specifico, la Commissione contesta all’azienda di non aver tenuto conto di come alcune caratteristiche di Instagram e Facebook , tra cui le raccomandazioni personalizzate, l’autoplay e lo scorrimento infinito , mostrino costantemente nuovi contenuti agli utenti, alimentando l’impulso a continuare a scorrere e portando il cervello in una sorta di “modalità pilota automatico”, con conseguenti abitudini malsane e un utilizzo compulsivo del servizio.

Bruxelles sostiene inoltre che Meta abbia ignorato i dati disponibili sul tempo trascorso dai minori su Instagram e Facebook durante le ore notturne, così come il modo in cui l’ottimizzazione di formati come reel e storie possa favorire un uso eccessivo o compulsivo dei servizi.

Misure di mitigazione insufficienti.

Le prove raccolte, secondo la Commissione, dimostrerebbero anche che le attuali misure di mitigazione adottate da Meta non riescono ad affrontare efficacemente i rischi legati al design assuefacente delle piattaforme.

Gli strumenti di gestione del tempo di Instagram e Facebook, compresi quelli attivati di default per gli account degli adolescenti, potrebbero infatti essere disattivati con facilità e non porterebbero a una riduzione significativa dell’utilizzo del servizio.

La Commissione ritiene inoltre che i controlli parentali messi a disposizione da Meta risultino efficaci solo se genitori e tutori dispongono di competenze tecniche adeguate e sono disposti a dedicare tempo ed energie alla loro comprensione, un fattore che ne comprometterebbe l’efficacia complessiva.

Anche le iniziative di sensibilizzazione dell’azienda , come consigli e link a risorse sulla salute mentale, disponibili tramite una pagina dedicata al “centro sicurezza” , non sembrerebbero sufficienti a mitigare i rischi legati al design assuefacente delle due piattaforme.

Allo stato attuale dell’indagine, Bruxelles ritiene che Meta debba apportare modifiche strutturali a Instagram e Facebook, disattivando di default funzionalità chiave come l’autoplay e lo scorrimento infinito, introducendo pause effettive nel tempo di utilizzo e rendendo il sistema di raccomandazione meno orientato al coinvolgimento continuo degli utenti.

La Commissione ha precisato che queste conclusioni preliminari non pregiudicano l’esito finale dell’indagine.

Meta avrà ora la possibilità di esercitare il proprio diritto di difesa, potendo consultare i documenti del fascicolo istruttorio della Commissione e rispondere per iscritto alle contestazioni preliminari. Parallelamente, sarà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali.

Qualora le posizioni della Commissione venissero confermate in via definitiva, Bruxelles potrebbe adottare una decisione di non conformità, che potrebbe comportare una sanzione proporzionata alla natura, gravità, durata e reiterazione dell’infrazione, fino a un massimo del 6% del fatturato mondiale annuo dell’azienda.

Le conclusioni preliminari rese note oggi si inseriscono nel procedimento formale avviato dalla Commissione il 16 maggio 2024 per verificare la conformità di Meta al Digital Services Act.

Le valutazioni preliminari di Bruxelles si basano su un’indagine approfondita che ha incluso l’analisi dei rapporti di valutazione del rischio di Meta, documenti e dati interni dell’azienda, le risposte fornite a molteplici richieste di informazioni, una revisione della letteratura scientifica sul tema e interviste con esperti di diversi settori, tra cui quello delle dipendenze comportamentali.

L’indagine riguarda anche le misure di verifica dell’età adottate da Meta per gli utenti sotto i 13 anni, per le quali erano già state formulate conclusioni preliminari lo scorso 29 aprile 2026. Separatamente, la Commissione prosegue inoltre l’inchiesta sui cosiddetti effetti “tana del coniglio” generati dai sistemi di raccomandazione di Facebook e Instagram, che potrebbero sfruttare le vulnerabilità e l’inesperienza dei minori.

foto Gerd Altmann da Pixabay.com