La rivolta del gas: molti premier UE pronti ad affiancare Bratislava contro Bruxelles
La battaglia legale di Bratislava contro la Commissione europea sul bando alle importazioni di gas russo potrebbe presto trasformarsi in un fronte molto più ampio. Il premier slovacco Robert Fico ha rivelato che numerosi capi di governo dell’Unione Europea gli avrebbero fatto capire, in via informale, di essere pronti ad affiancare la Slovacchia nel ricorso presentato alla Corte di Giustizia UE.
“Abbiamo presentato un ricorso contro la Commissione europea perché dal 2027 le forniture di gas russo cesseranno”, ha dichiarato Fico in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Ci sentiamo molto forti, perché in tanti ci dicono che abbiamo argomenti solidi per vincere. Molti primi ministri mi stanno facendo capire che potrebbero unirsi a noi”.
La Slovacchia aveva depositato il ricorso in aprile, chiarendo fin da subito di non considerarlo un atto di ostilità nei confronti dell’Unione, ma una misura necessaria a tutela dei propri interessi economici. Fico ha ribadito più volte la sua convinzione che l’Europa “abbia assolutamente bisogno del gas e del petrolio russo” , una posizione scomoda ma condivisa, almeno in privato, da una parte significativa dei governi continentali.
Il contratto slovacco per le forniture di gas russo scade nel 2034, il che rende il blocco previsto per il 2027 una questione concreta e urgente per Bratislava.
Sul piano normativo, il Consiglio UE ha approvato lo scorso 26 gennaio il divieto completo alle importazioni di GNL russo entro il 1° gennaio 2027 e di gas via gasdotto entro il 30 settembre 2027. Il blocco sulle forniture di GNL a breve termine è già in vigore dallo scorso 25 aprile, mentre i contratti a breve termine per il gas via gasdotto dovranno essere rescissi entro il 17 giugno 2026.
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