La Polonia attacca la politica climatica UE: “È una follia”
La velocità con cui l’Unione europea sta imponendo all’industria la riduzione delle emissioni di carbonio nell’ambito dell’Emissions Trading System (ETS) è “una follia”. Parole nette, quelle pronunciate oggi da Krzysztof Bolesta, viceministro polacco per il Clima e l’Ambiente, intervenuto al Forum sull’Energia e il Clima organizzato da POLITICO a Bruxelles.
Al centro delle critiche di Varsavia c’è la progressiva eliminazione dei permessi di inquinamento gratuiti per le industrie pesanti, ridotti in alcuni casi fino alla metà. Un ritmo che, secondo Bolesta, l’Europa non è in grado di sostenere senza pagare un prezzo altissimo in termini di competitività industriale.
“È una follia – ha dichiarato il viceministro -. Quello che state combinando con i benchmark e la politica climatica industriale. Ci ritroveremo con il primato morale, ma senza più industria”, ha aggiunto con tono provocatorio.
La questione è tutt’altro che teorica: l’ETS è atteso al banco di prova a luglio, quando la Commissione europea dovrebbe procedere a una revisione del meccanismo. Sotto la pressione di una massiccia campagna di lobbying da parte delle industrie e di diversi Stati membri, Bruxelles starebbe valutando di ammorbidire la traiettoria, consentendo alle imprese di emettere più CO₂ per un periodo più lungo.
