11 Agosto 2026
Europa

La mossa di Putin: “Abbiamo 700mila soldati al fronte”.

“Oltre 700mila uomini sono schierati in Ucraina”. A dichiararlo è stato il presidente russo Vladimir Putin, lanciando un messaggio all’Occidente: un avvertimento ai Paesi Ue e alla NATO a moderare il loro sostegno militare a Kiev e a riconsiderare l’appoggio incondizionato al regime di Volodymyr Zelenskyy.

Sul fronte opposto, Volodymyr Zelensky si è recato a sorpresa nel Donetsk, cuore del conflitto dal 2014, per visitare le truppe e rivendicare i successi della controffensiva a Dobropillia e Pokrovsk. “Stiamo difendendo il nostro territorio e mandando all’aria i piani di Mosca”, ha dichiarato. Ma non solo, Zelenskyy ha poi continuato a battere cassa, affermando che per continuare la resistenza nel 2026 servono almeno 60 miliardi di euro.

Da Londra, ancora, il presidente Usa Donald Trump incalza, o meglio dire ricatta, gli alleati europei: “Bisogna tagliare le entrate di Mosca, fermando le importazioni di petrolio russo. Se il prezzo del greggio cala, Putin dovrà fermarsi”.

Nel frattempo a Bruxelles oggi si riunirà un Coreper straordinario per chiudere il 19° pacchetto di sanzioni Ue. Oltre alle restrizioni su petrolio e gas – con l’ipotesi di anticipare la fine dei contratti di lungo termine sul GNL russo – si valuta di inserire nella lista nera nuove società di Paesi terzi che aiutano Mosca ad aggirare le misure esistenti. Nazioni, paradossalmente ma non troppo, beneficiarie dei fondi della cooperazione internazionale della stessa Ue.

foto Kremlin.ru