15 Agosto 2026
PoliticaSardegna

La Lega verso il congresso in Sardegna, Matteo Salvini: “Alle prossime elezioni superiamo il 10% nell’Isola”.

Superare il 10% alle prossime elezioni politiche nell’Isola. E’ la missione condivisa oggi dal leader della Lega, Matteo Salvini, in chiusura dei lavori del congresso del partito nell’Isola. Segretario che non ha mancato di evidenziare “gli investimenti infrastrutturali finanziati e avviati dal Governo Meloni” e l’inconsistenza dell’attuale mandato di governo in Sardegna: “La sinistra parla di quello che vorrebbe fare – ha detto Salvini -noi invece le cose le stiamo facendo”.

Matteo-Salvini-Claudio-Durigon-Michele-Ennas, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Matteo Salvini, Claudio Durigon, Michele Ennas, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Sempre sul fronte delle alleanze politiche, non è mancato il commento sulle “scelte sbagliate” che hanno portato lo scorso appuntamento elettorale delle regionali in Sardegna all’investitura di Paolo Truzzu, candidato rivelatosi debole e devastante per il centrodestra nell’Isola: “Le ultime elezioni regionali sull’isola si sono svolte in un centrodestra non sufficientemente coeso”. Intervento poi conclusosi con un ringraziamento alla base nell’Isola che non ha mai smesso di credere nel progetto leghista: “Assicuro il mio impegno personale a riportare il partito al livello che merita e vi ringrazio per non aver mai mollato. Grazie”.

Sul referendum giustizia il numero uno della Lega ha poi ribadito la bontà della linea del Sì, sostenendo che “senza una riforma profonda la magistratura continuerà a danneggiare famiglie e imprese in Italia”.

Il vicesegretario Durigon: “La magistratura condiziona l’economia italiana”.

Un tema, il referendum del 22-23, affrontato in apertura dei lavori anche dal vicesegretario federale Claudio Durigon alla sua prima visita in Sardegna nel nuovo ruolo: “Se un sindaco ha paura di esprimere la propria opinione per timore del giudizio dei magistrati – ha detto – c’è un problema di coscienza del potere della magistratura.

Claudio-Durigon, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Claudio Durigon, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Il vicesegretario ha poi allargato la prospettiva sulla riforma della giustizia: “Circa l’80% dei magistrati è all’interno delle correnti. Io voglio una magistratura libera”. Ha ricordato che la perdita di credibilità internazionale della magistratura italiana produce effetti diretti sull’economia del Paese, portando come esempio un’operazione industriale nel settore dell’aviazione che non sarebbe andata in porto per via della scarsa credibilità internazionale del sistema giudiziario italiano. Ha infine respinto le accuse di chi sostiene che il Sì sia una scelta dei mafiosi: “Sono i mafiosi che voteranno No, perché vogliono che i giudici continuino a controllare tutto. Il sì – conclude – è una occasione concreta di cambiamento”.

Martone: “La separazione delle carriere manca dal 1988”.

La magistrata Simonetta Martone, da remoto, ha invece portato il dibattito sul referendum nel perimetro di una prospettiva storica al dibattito, richiamando la riforma del codice di procedura penale del 1988 – alla quale aveva partecipato come membro della segreteria del ministro Vassalli – che traghettò l’Italia dal sistema inquisitorio a quello accusatorio. “Quella riforma era già orientata alla separazione delle carriere – ha spiegato – ma i magistrati fecero muro e non si arrivò mai al punto”.

Martone ha difeso anche il meccanismo del sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura, respingendo le accuse di chi teme nomine di magistrati inesperti: “All’interno dell’Alta Corte sarà istituita un’apposita sezione per il merito. Solo i magistrati con vent’anni di esperienza potranno essere designati”. Ha poi criticato duramente la campagna del No, accusando l’Associazione Nazionale Magistrati di aver speso ingenti risorse in manifesti fuorvianti. “Chi sostiene che votare Sì significhi mettere la giustizia sotto il controllo politico mente: quella norma non è nella riforma. Chi dice il contrario fa disinformazione”.

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