14 Ottobre 2026
Europa

La Kallas sulla Biennale: “Mosca non può esporre quadri mentre bombarda”

Una riunione lunga e intensa, ma con un filo conduttore preciso: la necessità dell’Unione Europea di tenere il punto su tutti i fronti aperti, senza cedere alla frammentazione interna. Così Kaja Kallas, Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, ha sintetizzato i lavori del Consiglio Affari Esteri tenutosi oggi a Lussemburgo, illustrando alla stampa i principali risultati raggiunti dai ministri.

Il dossier ucraino ha dominato la riunione. Kallas ha riferito che il ministro degli Esteri ucraino ha aggiornato direttamente i colleghi europei sulla situazione sul campo, confermando una realtà amara: nonostante la tregua dichiarata per il Natale ortodosso, la Russia ha intensificato gli attacchi contro i civili. “Putin non ha rinunciato ai suoi obiettivi massimalisti”, ha detto Kallas con nettezza.

Sul fronte finanziario, dopo le elezioni in Ungheria si è aperta una nuova finestra di opportunità: l’Alto Rappresentante si è detta fiduciosa che nelle prossime 24 ore verrà raggiunto l’accordo sul prestito da 90 miliardi di euro a favore di Kiev. Decisivo, in questo senso, anche l’annuncio del presidente Zelenskyy sulla ripresa delle operazioni del gasdotto Druzhba, condizione che Budapest aveva posto come prerequisito. “Non voglio fare il passo più lungo della gamba, ma l’ostacolo è stato rimosso”, ha commentato Kallas, che ha aggiunto come i ministri abbiano anche sollecitato un rapido avanzamento del ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

L’UE ha inoltre formato oltre 90.000 soldati ucraini attraverso la missione EUMAM e ha espresso ampio consenso per un quarto pilastro di garanzie di sicurezza europee, focalizzato sulla riforma del settore della difesa, le minacce ibride e il sostegno ai veterani. Sul fronte della guerra dell’informazione, i ministri hanno approvato nuove sanzioni contro i responsabili di campagne di disinformazione all’interno dell’UE e hanno prorogato le misure contro chi destabilizza la Moldavia.

La questione Biennale di Venezia, Kallas: “Mosca non può esporre quadri mentre bombarda”.

Una nota sul piano culturale e simbolico: Kallas ha definito “moralmente sbagliato” il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia, annunciando che l’UE intende tagliare i propri finanziamenti alla partecipazione russa. Un segnale politico netto, che si affianca alla proposta di limitare l’ingresso nell’Unione a ex combattenti russi entro il Consiglio Europeo di giugno.

Il Libano conta i morti, l’Iran è l’unico colpevole per i bombardamenti subiti. La schizofrenia governa la politica estera Ue.

Sul fronte mediorientale, Kallas ha descritto un quadro di fragile equilibrio. I cessate il fuoco in Iran e Libano reggono, ma con una scadenza sempre più vicina. Il premier libanese Salam ha informato i ministri sui negoziati di pace con Israele e sui tentativi di sottrarre il Paese all’influenza di Hezbollah. L’UE ha stanziato 100 milioni di euro in aiuti umanitari e sta valutando una possibile missione civile europea a supporto delle Forze Armate libanesi.

Sull’Iran, il messaggio è stato diretto: la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz non è negoziabile. I ministri hanno raggiunto un accordo politico per estendere il regime di sanzioni europee a quanti ostacolano il transito nello Stretto. Le misure formali sono attese per il prossimo Consiglio Affari Esteri di maggio. Kallas ha anche chiesto agli Stati membri di mettere a disposizione ulteriori risorse per la missione navale ASPIDES, che tutela le rotte commerciali nella regione.

L’accordo di associazione con Israele però resta in vigore, nonstante la carneficina voluta d aNetanyahu

Nessun passo avanti sulla sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele: la proposta avanzata da alcuni Paesi, tra cui Spagna e Francia, non ha trovato la necessaria unanimità. Kallas ha ricordato che la sospensione richiede il voto all’unanimità, mai raggiunto in aula, e che anche le misure che richiedono la maggioranza qualificata non hanno registrato spostamenti di posizione sufficienti. L’Alto Rappresentante ha tuttavia promesso di portare al commissario al Commercio le proposte sulle restrizioni agli scambi con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Sulle accuse di doppi standard rivolte all’UE, Kallas ha risposto con fermezza: “Ovunque vada, percepisco l’opposto. La nostra credibilità sta crescendo. L’UE è il principale sostenitore del popolo palestinese, dell’Autorità Palestinese, dei rifugiati. E sono io a chiedere agli altri quanto stiano facendo per Gaza”.

I ministri hanno approvato l’istituzione di una nuova missione civile UE in Armenia, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del Paese contro disinformazione e attacchi informatici, in vista delle elezioni di giugno. Atteso per maggio il primo Summit congiunto UE-Armenia a Yerevan.

Sull’Azerbaijan, Kallas ha confermato la ripresa dei negoziati per un nuovo accordo bilaterale, sottolineando il ruolo strategico di Baku come fornitore energetico affidabile. Quanto alla Georgia, il messaggio dei ministri è stato univoco: il governo di Tbilisi deve cambiare rotta. Le sanzioni rimangono sul tavolo, con 26 Paesi favorevoli e uno contrario. La questione verrà riesaminata con i nuovi governi in carica.

In chiusura, Kallas ha richiamato l’attenzione sul Sudan, dove la guerra dura ormai da tre anni con conseguenze devastanti in termini di vittime e sfollati. I donatori internazionali hanno promesso 1,5 miliardi di euro la scorsa settimana, ma le necessità superano di gran lunga le risorse disponibili. L’UE punta su tre obiettivi: sostenere il cessate il fuoco, favorire la transizione civile e rafforzare la responsabilità dei responsabili dei crimini. Insieme ai Paesi Bassi, Bruxelles sta preparando il supporto a un meccanismo ONU di monitoraggio della tregua. Approvate anche nuove sanzioni contro chi trae profitto dal conflitto.

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