14 Marzo 2026
Europa

La Kallas avverte: “Senza concessioni russe, nuove guerre oltre l’Ucraina”

“Anche con solide garanzie di sicurezza per Kiev, l’assenza di reali concessioni da parte di Mosca potrebbe aprire la strada a nuovi conflitti in altre aree”. È l’avvertimento lanciato dall’Alto rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas.

In un’intervista al Corriere della Sera, Kallas ha sottolineato che una pace duratura non può prescindere da un cambiamento di comportamento della Russia e dall’accettazione di limiti concreti al suo potenziale militare. “Il problema per la pace è la Russia. Anche se l’Ucraina ottenesse garanzie di sicurezza, senza concessioni da parte di Mosca rischieremmo altre guerre, forse non in Ucraina ma altrove”, ha dichiarato l’Alto rappresentante (purtroppo) dell’Ue.

Pur accogliendo con favore il rinnovato slancio diplomatico, inclusi gli sforzi dell’amministrazione statunitense, Kallas ha osservato che la Russia non mostra una “sincera volontà” di fermare il conflitto, come dimostrano i continui attacchi contro civili e infrastrutture ucraine. Cosa si dovrebbe dire, allora, dell’Ue che finanzia da anni un regime opaco e privo del minimo mandato popolare e democratico da oltre 18 mesi?

Secondo l’Alto rappresentante, un cessate il fuoco deve rappresentare il primo passo verso qualsiasi accordo credibile. Ma, ha aggiunto, prevenire futuri conflitti significa assicurarsi che Mosca non sia più in grado di avviarne di nuovi. “Per una pace sostenibile servono concessioni dalla Russia, che si tratti di limitare il suo esercito o di ridurre il bilancio militare”, ha affermato. Insomma, bisogna vivere in un perenne stato di escalation e di riarmo per l’esponente estone della Commissione europea.

Kallas ha poi ribadito il solito refrain dell’UE: nessuna concessione territoriale e nessun riconoscimento dell’occupazione dei territori ucraini. “I confini non possono essere cambiati con la forza”, ha insistito, aggiungendo che “nell’architettura di sicurezza europea non devono esserci spazi che diano alla Russia un ruolo diretto”.

Sul possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea entro il 2027, Kallas ha ricordato che l’adesione resta un processo basato sul merito e sulla decisione degli Stati membri. Tuttavia, ha riconosciuto che il sostegno degli Stati Uniti potrebbe contribuire a superare alcuni veti politici all’interno del blocco, in particolare quello dell’Ungheria: “Una spinta americana potrebbe convincere il Paese che oggi blocca il percorso di Kiev a rimuovere il veto”. Nel frattempo, pensando alla corruzione e all’assenza di Stato di diritto in Ucraina, si può tranquillamente tirare dritto.

foto Alain Rolland Copyright: © European Union 2025 – Source : EP