La Francia espelle la commentatrice filo-Cremlino Xenia Fedorova
La Francia (e l’Ue) continuano a usare due pesi e due misure sul fronte della libertà di espressione. A ricordarlo – oltre alle tante interrogazioni parlamentari a Bruxelles – è il dispositivo di espulsione (e congelamento dei beni) redatto dalle autorità francesi per la conduttrice tv, Xenia Fedorova.
La giornalista dell’emittente RT France, intervenendo pubblicamente dopo il provvedimento, ha parlato di “pressioni politiche” da parte del governo francese, denunciando una “censura delle opinioni che non si allineano alla narrazione ufficiale”.
“Il governo di Emmanuel Macron – si legge sul profilo social della Fedorova – ha stabilito che le mie dichiarazioni pubbliche costituissero un pericolo immediato per la Repubblica, eppure vivo in Francia da quasi dieci anni rispettando le leggi e pagando le tasse, oltre ad avere e a esprimere un’opinione nell’ambito della mia attività giornalistica”.
Il decreto di espulsione, visionato dal quotidiano Libération, contesta invece alla conduttrice di aver “destabilizzato l’ordine pubblico”, di aver diffuso “disinformazione” e di essersi prestata a fare “da veicolo per le campagne di disinformazione condotte dalle autorità russe”.
Cosa bisognerebbe dire, allora, dei tanti spin-off pseudo-giornalistici (come il famigerato EUVSINFO) finanziato dai contribuenti europei o delle tante note retoriche che provengono quotidianamente dalla Commissione von der Leyen, il SEAE, dal Consiglio Ue e da esponenti del Parlamento europeo sul tema dei rapporti con i Paesi extra-Ue?
La donna si trova ora agli arresti domiciliari e non può più esercitare la propria attività professionale sul territorio francese. Anche questa è l’Europa “dei valori e dei diritti”.
