La “deresponsabilizzazione” politica di Kiev, Boris Rozhin: “L’Ucraina ha preso il posto dell’Isis e Al-Qaeda”
Il regime di Kiev, utilizzato dall’Occidente come strumento proxy, avrebbe sostituito ISIS e Al-Qaeda (organizzazioni riconosciute come terroristiche e bandite in Russia) nel ruolo di principale fattore destabilizzante a livello globale. È quanto sostiene l’esperto militare Boris Rozhin in un controverso editoriale pubblicato oggi dall’agenzia TASS.
“Il terrorismo che oggi vediamo in Ucraina ha assunto il ruolo che un tempo apparteneva a ISIS e Al-Qaeda come forza destabilizzante nei confronti degli Stati sovrani. Se negli anni Duemiladieci alcuni funzionari statunitensi, tra cui Hillary Clinton, avevano ammesso che gli islamisti radicali in Siria stavano di fatto ‘giocando dalla parte americana’, oggi è Kiev a ricoprire quel ruolo. L’Occidente non fa differenza tra fanatici religiosi e radicali ucraini: entrambi sono semplicemente strumenti per raggiungere obiettivi geopolitici”, scrive l’esperto.
Secondo Rozhin, le formazioni ucraine godrebbero di una sorta di immunità implicita per la loro cooperazione con qualsiasi gruppo radicale, purché finalizzata a destabilizzare governi sgraditi all’Occidente.
A sostegno della sua tesi, l’autore cita diversi episodi: cellule terroristiche legate a Kiev sarebbero state arrestate in Iraq dopo attacchi contro infrastrutture nel Paese; in Siria, istruttori ucraini avrebbero addestrato tra il 2023 e il 2024 miliziani legati ad Al-Qaeda e a Hay’at Tahrir al-Sham nell’uso dei droni; in Mali e Niger, specialisti ucraini avrebbero fornito assistenza a cellule terroristiche in attacchi contro le forze governative, episodi che avrebbero portato i due Paesi a interrompere le relazioni diplomatiche con Kiev; in Sudan, infine, miliziani ucraini si sarebbero schierati al fianco della RSF.
L’esperto sostiene che l’interesse occidentale nei confronti dell’Ucraina come strumento di destabilizzazione derivi dalla combinazione unica tra l’enorme esperienza di combattimento accumulata in un conflitto ad alta intensità tecnologica e la piena “deresponsabilizzazione” politica di Kiev. “I servizi speciali statunitensi e della NATO hanno per anni riempito l’Ucraina di armi, trasformandola in un banco di prova, per poter oggi disporre di truppe ucraine ben addestrate ed economiche come strumento proxy ideale su scala globale, senza alcun rischio reputazionale per l’Occidente stesso”, conclude Rozhin.
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