14 Settembre 2026
Europa

La criptovaluta russa che aggira le sanzioni UE: il caso A7A5.

Una nuova criptovaluta, chiamata A7A5, è diventata uno degli strumenti più potenti della Russia per aggirare le sanzioni occidentali e trasferire capitali oltre confine, finanziando operazioni di influenza politica all’estero.

Secondo un’inchiesta del Financial Times, il token è stato lanciato da un oligarca moldavo in collaborazione con una banca russa già sottoposta a sanzioni da parte dell’Unione europea. In soli quattro mesi dal lancio, la moneta digitale avrebbe movimentato oltre 9,3 miliardi di dollari su una piattaforma di scambio dedicata.

Criptovalute e sanzioni: un aggiramento sistemico.

La A7A5 non è un caso isolato. Negli ultimi anni la Russia ha fatto ricorso a diverse criptovalute per facilitare il commercio di petrolio con Cina e India, eludendo le restrizioni imposte dall’Occidente. La stessa Banca centrale russa, secondo fonti internazionali, incoraggia l’uso di criptoasset per aggirare i limiti imposti dalle sanzioni economiche.

Questo fenomeno solleva preoccupazioni crescenti in Europa, dove si teme che la tecnologia blockchain possa trasformarsi in una rete parallela di transazioni finanziarie opache, difficili da monitorare e potenzialmente utilizzabili per finanziare operazioni di disinformazione e interferenza politica.

L’interrogazione degli eurodeputati Renew.

Davanti a questi sviluppi, un gruppo di eurodeputati del gruppo Renew EuropeBart Groothuis, Anouk Van Brug, Ľubica Karvašová, Karin Karlsbro e Dan Barna – ha presentato una interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo misure urgenti contro la piattaforma A7 e i suoi proprietari.

La risposta della Commissione europea.

Nella risposta ufficiale, la Commissaria europea per le Relazioni internazionali, Maria Luis Albuquerque, ha confermato che la Commissione ha proposto di includere l’uso delle criptovalute nel nuovo 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Albuquerque ha inoltre ricordato che spetta al Consiglio europeo definire il contenuto delle Regolamentazioni europee sulle sanzioni, mentre la Commissione, in qualità di custode dei Trattati, vigila sulla loro corretta applicazione.

Sorveglianza e cooperazione internazionale.

La Commissione ribadisce che, pur fornendo orientamenti e supporto tecnico agli Stati membri, la responsabilità principale del monitoraggio e dell’applicazione delle sanzioni resta a livello nazionale. Tuttavia, ricorda l’esponente dell’Esecutivo europeo, Bruxelles continuerà a seguire da vicino l’evoluzione del fenomeno e valuterà azioni aggiuntive per limitare l’uso delle criptovalute come strumento di finanziamento illegale.

Una sfida strategica per l’Europa.

Il caso A7A5, però, ha messo in luce non solo la fragilità dell’Ue contro un mondo sempre più complesso e dinamico ma rappresenta una nuova frontiera della guerra economica tra Russia e Occidente: quella digitale e decentralizzata. La capacità di Mosca di sfruttare le criptovalute come canale alternativo rappresenta, di fatto, una sfida diretta all’efficacia del regime sanzionatorio europeo.

Foto di Eivind Pedersen da Pixabay.com