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La Commissione UE (dopo aver fallito sugli asset russi) lancia due nuovi strumenti finanziari per garantire il sostegno all’Ucraina nel 2026-2027.

La Commissione Europea, sempre più indipendente ed estemporanea nell’adozione delle sue azioni, ha presentato oggi due strumenti destinati (oltre che a far discutere) a sostenere il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il periodo 2026-2027. Le nuove misure — l’emissione di prestiti da parte dell’UE e un Prestito per le Riparazioni — saranno accompagnate da un pacchetto articolato di cinque proposte legislative, pensate, secondo la narrativa di Ursula e soci “per rafforzare la resilienza economica di Kiev e garantirle il supporto necessario nel medio termine”.

Insomma, una nuova trovata dell’Esecutivo europeo che arriva dopo il no secco di Belgio, Banca Centrale Europea e di altri big player internazionali, all’idea di utilizzare gli asset russi congelati in Europa per finanziare la guerra per “interposta persona” condotta da Volodymyr Zelenskyy.

La mossa, per La Commissione, però, “rappresenta un passaggio cruciale per dare seguito all’impegno assunto dal Consiglio Europeo il 23 ottobre 2025, volto a coprire le esigenze future di bilancio e difesa dell’Ucraina”.

“Il pacchetto – si legge nella nota – è concepito per adattarsi alla situazione sul terreno, offrendo strumenti flessibili utili tanto in uno scenario di guerra quanto in prospettiva di pace. La presentazione avviene mentre la Russia intensifica gli attacchi contro infrastrutture ucraine e moltiplica le operazioni ibride su suolo europeo, inclusi episodi di sconfinamento nello spazio aereo dell’UE e della NATO”. Si cerca (o meglio si prova) a cercare un fondamento al nuovo dispositivo ideato dalle alte sfere dell’Esecutivo europeo.

“Con le proposte di oggi garantiamo all’Ucraina i mezzi per difendersi e per sedersi al tavolo dei negoziati da una posizione di forza”, ha dichiarato una poco bilanciata von der Leyen. “Offriamo soluzioni per coprire le necessità finanziarie dei prossimi due anni, sostenere il bilancio statale e rafforzare l’industria della difesa, favorendone l’integrazione con quella europea. Proponiamo inoltre un Prestito per le Riparazioni, che utilizza gli attivi russi immobilizzati nell’UE, con solide garanzie per gli Stati membri. In questo modo aumentiamo il costo della guerra di aggressione per Mosca, creando un ulteriore incentivo affinché la Russia scelga la via negoziale”.

Per Ursula e compagni, dunque, finché c’è guerra c’é speranza!

foto Christophe Licoppe, European Union, 2022 Copyright Source: EC – Audiovisual Service