14 Agosto 2026
Politica

La Commissione europea richiama l’Italia: “Adeguate le norme sui giudici onorari”

La Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato all’Italia riguardante i giudici onorari già in servizio alla data del 15 agosto 2017. Al centro della contestazione c’è la normativa italiana che, per concedere a questi magistrati lo status di impiego permanente, li obbliga a rinunciare ai diritti maturati durante il precedente servizio onorario, compresi quelli derivanti dal diritto dell’Unione europea.

Una simile richiesta di rinuncia, secondo la Commissione, contrasta con quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea nella causa C-253/24, Pelavi, che ha giudicato tali rinunce incompatibili con il diritto UE. A questo si aggiunge un ulteriore rilievo: la Commissione ha riscontrato un trattamento discriminatorio nei confronti di questi giudici in relazione ai diritti legati al lavoro a tempo parziale o a tempo determinato.

La procedura d’infrazione era stata avviata a luglio 2021 con l’invio di una lettera di messa in mora alle autorità italiane. Dopo aver esaminato le misure e le spiegazioni fornite da Roma, la Commissione ha concluso che la risposta italiana non affronta in modo soddisfacente le violazioni del diritto dell’Unione individuate. Per questo motivo, Bruxelles ha ora formalizzato l’invio di un parere motivato, a cui l’Italia dovrà rispondere entro due mesi. In assenza di una risposta adeguata, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

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