8 Giugno 2026
Europa

La Commissione europea multa Temu con 200 milioni di euro

Bruxelles colpisce Temu con una sanzione da 200 milioni di euro. La Commissione europea ha inflitto oggi la multa alla popolare piattaforma di e-commerce cinese per violazione del Digital Services Act (DSA), la normativa europea che disciplina i servizi digitali e impone obblighi stringenti alle grandi piattaforme online. L’accusa è precisa: Temu non ha analizzato con la dovuta diligenza i rischi sistemici legati alla presenza di prodotti illegali sul proprio marketplace e i conseguenti danni per i consumatori dell’Unione europea.

Prodotti pericolosi e valutazioni dei rischi insufficienti.

Al centro della contestazione c’è la valutazione dei rischi condotta da Temu nel 2024, giudicata dalla Commissione largamente insufficiente rispetto agli standard fissati dal DSA. Tre le principali carenze individuate dagli investigatori di Bruxelles.

In primo luogo, l’analisi si basava su informazioni generiche relative all’intero settore dell’e-commerce, anziché su evidenze specifiche relative alla piattaforma Temu e ai suoi utenti. In secondo luogo, e con effetti più concreti sui consumatori, la valutazione ha sistematicamente sottostimato la frequenza con cui gli acquirenti europei rischiano di imbattersi in articoli illegali o non conformi.

A sostenerlo non sono soltanto considerazioni teoriche: la Commissione ha condotto un’attività di mystery shopping , acquisti simulati da parte di un organismo indipendente , i cui risultati sono inequivocabili. Una percentuale molto alta dei caricatori selezionati non ha superato i test di sicurezza di base, mentre una quota significativa dei giocattoli per neonati esaminati presentava rischi di livello medio o elevato, per la presenza di sostanze chimiche in concentrazioni superiori ai limiti di legge o per rischio di soffocamento causato da parti staccabili.

Terza criticità: Temu non ha valutato adeguatamente in che modo le caratteristiche strutturali del proprio servizio , a partire dai sistemi di raccomandazione e dalle campagne promozionali affidate agli influencer affiliati , possano amplificare la diffusione di prodotti illegali sulla piattaforma.

Il precedente e le tappe dell’indagine.

La procedura formale nei confronti di Temu era stata avviata il 31 ottobre 2024, proprio in relazione all’obbligo di valutare i rischi sistemici connessi alla diffusione di prodotti illegali. La Commissione aveva adottato le proprie conclusioni preliminari nel luglio 2025, chiudendo oggi il procedimento con la decisione di non conformità e la relativa sanzione.

L’indagine si è avvalsa di diversi strumenti: i rapporti di valutazione del rischio di Temu per il 2024 e per la prima parte del 2025, le risposte fornite dalla società alle richieste formali di informazioni, i dati trasmessi da terze parti e i risultati dell’attività di mystery shopping. A completare il quadro, i dati delle autorità doganali e di sorveglianza del mercato dei Paesi UE, che hanno evidenziato tassi molto elevati di non conformità tra i prodotti venduti su Temu nelle categorie testate.

Cosa succede ora?

Temu ha tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare alla Commissione un piano d’azione , come previsto dall’articolo 75 del DSA , che illustri le misure concrete per rimediare alle violazioni degli obblighi di valutazione del rischio. Il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese di tempo per esprimere il proprio parere sul piano, dopodiché la Commissione disporrà di un ulteriore mese per adottare la decisione finale e fissare un termine ragionevole per l’attuazione.

Se Temu non dovesse adeguarsi, si aprirebbe la strada a sanzioni periodiche aggiuntive. La Commissione ha comunque precisato che continuerà a dialogare con la piattaforma per garantire il rispetto della decisione e, più in generale, del Digital Services Act.

foto Alexandr Ivanov da Pixabay.com