La Commissione europea finanzia gli influencer?
Mentre l’Unione Europea discute di crisi economica, sicurezza e allargamento, un’interrogazione parlamentare solleva un interrogativo che rischia di alimentare ulteriormente la distanza percepita tra le istituzioni comunitarie e i cittadini: quanto spende la Commissione Europea per coinvolgere influencer e content creator nella propria strategia di comunicazione?
A porre la questione è stata l’eurodeputata francese Virginie Joron, del gruppo Patrioti per l’Europa, che cita un’inchiesta della rivista The Parliament secondo cui la Commissione inviterebbe ormai sistematicamente influencer in viaggi stampa organizzati, arrivando a istituire un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente alle relazioni con i creator di contenuti.
Un caso emblematico citato nell’interrogazione riguarda il discorso annuale sullo Stato dell’Unione tenuto dalla presidente Ursula von der Leyen, durante il quale sarebbero stati invitati cinquanta influencer.
Secondo quanto riportato da giornalisti accreditati presso le istituzioni europee, la presidente della Commissione avrebbe in alcune occasioni rifiutato di rispondere alle domande della stampa tradizionale durante eventi pubblici, salvo poi trovare il tempo di rispondere a domande meno pressanti poste da influencer.
L’interrogazione cita inoltre altri benefit offerti dalla Commissione, tra cui tirocini a Bruxelles e gadget promozionali , come i microfoni inclusi nei kit “protect what matters” , sottolineando con una punta di ironia che persino i caricabatterie distribuiti non sarebbero conformi agli standard tecnici dell’Unione Europea.
Nel dettaglio, l’eurodeputata ha chiesto alla Commissione di chiarire quali altri doni e quale budget complessivo (comprensivo di viaggi, tirocini e altre voci) siano stati destinati agli influencer nel 2025, quali criteri vengano utilizzati per selezionare i creator da invitare o compensare, e chi materialmente decida tali inviti.
La risposta di Ursula.
Nella risposta scritta, firmata direttamente dalla presidente von der Leyen a nome dell’esecutivo comunitario, la Commissione conferma di collaborare con i content creator come “parte della propria strategia di comunicazione, sulla falsariga di quanto farebbero altre istituzioni europee e nazionali, con l’obiettivo dichiarato di comunicare efficacemente con i cittadini e favorire una comunicazione aperta e trasparente“.
Secondo Bruxelles, l’istituzione condividerebbe informazioni pubbliche mirate con questi creator sulla base dei loro interessi e del loro pubblico, organizzando occasionalmente visite in occasione di eventi rilevanti per approfondire le priorità e le azioni della Commissione. In questi casi, viene confermato che le spese di viaggio e soggiorno possono essere coperte dall’istituzione, pur specificando che i partecipanti mantengono piena libertà editoriale nei contenuti prodotti. In alcuni casi specifici, i creator vengono coinvolti anche in campagne di comunicazione integrate, con partnership retribuite esplicitamente etichettate come tali per garantire trasparenza.
Sui criteri di selezione, la Commissione afferma di privilegiare la diversità di nazionalità, genere, profili e aree di interesse, in linea con gli obiettivi e il pubblico di riferimento di ciascuna campagna comunicativa, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere i cittadini europei attraverso una pluralità di voci e formati. Il processo di selezione, viene precisato, è gestito dai team responsabili delle singole iniziative, con il supporto delle rappresentanze della Commissione nei diversi Stati membri. Ma, ad oggi, non risulta la pubblicazione di un bando pubblico di selezione.
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