La Commissione europea avvia nuove procedure d’infrazione: Italia bacchettata su acqua, aria, rifiuti, trasporti e servizi portuali.
La Commissione europea ha avviato una serie di procedure d’infrazione nei confronti di diversi Stati membri per il mancato rispetto o il recepimento incompleto di normative europee in settori chiave che spaziano dalla tutela delle acque alla qualità dell’aria, dalla gestione dei rifiuti ai trasporti e ai servizi portuali.
Direttiva quadro sulle acque: procedure contro Danimarca, Italia e Lussemburgo.
La Commissione ha inviato lettere di messa in mora a Danimarca, Italia e Lussemburgo per il recepimento non corretto della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE), che impone, tra l’altro, la revisione periodica delle autorizzazioni per il prelievo idrico.
In Danimarca, i permessi di prelievo possono avere una validità fino a 30 anni senza essere sottoposti a revisione, in contrasto con gli obiettivi della direttiva. Inoltre, la normativa nazionale esenta i proprietari delle rive fluviali dall’obbligo di autorizzazione per l’abbeveraggio del bestiame e segnala oltre 200 impianti idrici privi di titoli validi.
In Italia, la legislazione non garantisce la registrazione di tutte le concessioni di prelievo o invaso d’acqua e non prevede controlli periodici, nonostante concessioni di durata fino a 40 anni. Il Lussemburgo, infine, ha recepito in modo incompleto l’obbligo di revisione: i permessi più recenti hanno una durata limitata, ma quelli rilasciati prima del 2015 restano validi a tempo indeterminato senza verifiche periodiche.
Inquinamento atmosferico: richiamo all’Italia.
Sempre nei confronti dell’Italia, Bruxelles ha aperto una procedura per la mancata presentazione dell’aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla direttiva NEC. L’aggiornamento, da effettuare almeno ogni quattro anni, è considerato essenziale per monitorare i progressi nella riduzione delle emissioni e nel miglioramento della qualità dell’aria.
Semplificazione degli obblighi di notifica: 12 Paesi coinvolti.
Dodici Stati membri – tra cui Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Svezia – sono stati richiamati per non aver notificato o aver recepito solo parzialmente una direttiva che semplifica gli obblighi di rendicontazione in ambiti come alimenti, rumore ambientale, diritti dei pazienti e apparecchiature radio. In particolare, restano irrisolte le disposizioni relative alla normativa sulle emissioni sonore delle attrezzature per uso esterno.
Servizi portuali: contestazioni a Spagna, Francia e Italia.
Nuove procedure sono state avviate anche contro Spagna, Francia e Italia per il mancato rispetto delle regole UE sui servizi portuali. I tre Paesi hanno imposto l’obbligo della bandiera nazionale per le navi impiegate nei servizi di rimorchio e ormeggio, misura ritenuta incompatibile con il diritto europeo e con la libertà di stabilimento, poiché le normative sociali e del lavoro possono essere applicate indipendentemente dalla bandiera della nave.
Sistemi di trasporto intelligenti: 20 Stati inadempienti.
La Commissione ha infine contestato a 20 Stati membri, tra cui Italia, Germania e Francia, il mancato recepimento completo della direttiva aggiornata sui sistemi di trasporto intelligenti, che introduce nuove regole su mobilità digitale, cooperazione tra Stati e condivisione dei dati.
Pensioni dei funzionari UE: procedura contro l’Italia.
In un’ulteriore iniziativa, Bruxelles ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per violazione del principio di leale cooperazione, accusando il Paese di non aver negoziato in buona fede un accordo con la Banca centrale europea sul trasferimento dei diritti pensionistici dei funzionari europei.
In tutti i casi, gli Stati membri interessati hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle contestazioni e porre rimedio alle violazioni. In assenza di risposte soddisfacenti, la Commissione potrà procedere con l’emissione di un parere motivato, primo passo verso un eventuale deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
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