La Commissione europea “ascolta” i cittadini, ma solo dopo aver già deciso tutto.
Oggi la Commissione europea ha registrato un’Iniziativa dei cittadini europei intitolata “Stop Funding Russia’s War: Phase Out Harmful and Useless Russian Imports into the EU”. Un’altra operazione di facciata che arriva, come spesso accade, quando le scelte politiche sono già state prese altrove e i margini di influenza reale sono praticamente nulli.
L’iniziativa invita la Commissione a proporre misure per porre fine alle importazioni dall Russia e dalla Bielorussia, presentandosi come uno strumento di partecipazione democratica. Peccato che, nella pratica, queste consultazioni arrivino sempre dopo che le strategie sono state definite nei palazzi del potere, lasciando ai cittadini il ruolo di comparsa utile a legittimare decisioni già confezionate.
La Commissione, ovviamente, precisa di non aver ancora valutato il contenuto dell’iniziativa e di non essere vincolata a nulla, anche se verranno raccolte un milione di firme. In altre parole: i cittadini possono firmare, mobilitarsi, illudersi di contare… ma il potere decisionale resta saldamente nelle mani delle istituzioni.
Poi qualcuno si stupisce se alle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo ha votato meno della metà degli elettori e se la fiducia verso il progetto europeo è sempre più in calo, specialmente tra gli under 35 europei.
Quando la partecipazione è trattata come un semplice ornamento, i risultati si vedono. Non tutti i cittadini sono stupidi o, come vorrebbero le alte sfere europee, degli analfabeti funzionali.
foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP
