La Commissione europea apre procedure d’infrazione contro diversi Stati membri
La Commissione europea passa all’azione contro gli Stati membri che non hanno rispettato i termini per il recepimento di alcune direttive UE nel diritto nazionale. Bruxelles ha inviato lettere di messa in mora a decine di capitali europee, concedendo due mesi di tempo per mettersi in regola. In caso contrario, scatterà il passo successivo: il parere motivato, anticamera di un eventuale ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Le direttive in questione sono tre, e toccano ambiti molto diversi tra loro: la tutela dei consumatori nelle scelte sostenibili, l’aggiornamento dei requisiti formativi per alcune professioni sanitarie e la protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze pericolose.
Greenwashing e obsolescenza programmata: 20 Paesi nel mirino.
Il fronte più affollato riguarda la Direttiva sull’Empowerment dei Consumatori per la Transizione Verde (Direttiva UE 2024/825), che avrebbe dovuto essere recepita entro il 27 marzo 2026. Ben venti Stati membri non hanno comunicato alla Commissione le misure di recepimento complete: Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia.
La direttiva punta a rendere più affidabili e trasparenti le etichette di sostenibilità ambientale, contrastando il fenomeno del greenwashing , le dichiarazioni ambientali ingannevoli , e dell’obsolescenza precoce dei prodotti. Prevede inoltre che i consumatori ricevano informazioni chiare sulla durabilità e la riparabilità degli articoli che acquistano, nonché sui loro diritti di garanzia legale.
Infermieri, dentisti e farmacisti: otto Paesi non si adeguano.
Otto Stati membri , Danimarca, Germania, Grecia, Croazia, Cipro, Malta, Austria e Portogallo , non hanno recepito entro la scadenza del 4 marzo 2026 la Direttiva UE 2024/782, che aggiorna i requisiti minimi di formazione per infermieri generalisti, odontoiatri e farmacisti.
La direttiva riflette i progressi scientifici e tecnologici degli ultimi anni, introducendo o rafforzando a livello europeo la formazione in settori come la salute digitale, le tecnologie digitali, l’immunologia, la medicina rigenerativa, la biotecnologia, la genetica e la farmacogenomica. Un aggiornamento ritenuto indispensabile per garantire standard formativi omogenei e al passo con i tempi in tutta l’Unione.
Piombo e diisocianati: l’Italia tra i Paesi inadempienti.
Sul terzo fronte, dieci Paesi , tra cui l’Italia , non hanno rispettato la scadenza del 9 aprile 2026 per il recepimento della Direttiva UE 2024/869 sulla protezione dei lavoratori da sostanze chimiche pericolose. Insieme all’Italia, risultano inadempienti Belgio, Danimarca, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovacchia.
La direttiva introduce valori limite di esposizione professionale significativamente più bassi per il piombo e i suoi composti inorganici , classificato come sostanza reprotossica senza soglia di sicurezza, per la quale la scienza non riconosce alcun livello di esposizione privo di rischio , e fissa per la prima volta limiti vincolanti per i diisocianati, sostanze sensibilizzanti per la pelle e le vie respiratorie associate all’asma professionale e ad altre gravi patologie.
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