La coerenza perduta del Campo largo: quando la trasparenza valeva solo all’opposizione.
C’era un tempo – non così lontano – in cui l’attuale maggioranza che governa la Regione Sardegna, quella di “Alè Todde e soci”, si scagliava con forza contro l’opacità dell’allora giunta guidata da Christian Solinas. Erano tempi di vibranti comunicati stampa, interrogazioni indignate e campagne social al grido di “trasparenza!”, in cui si stigmatizzava con puntualità svizzera ogni ritardo, pure quello della semplice pubblicazione delle delibere di Giunta. Un esercizio democratico, si diceva, doveroso verso i cittadini.
Ma oggi? Che fine ha fatto quella veemenza moralizzatrice? Basta dare un’occhiata alla gestione attuale – la XVI Legislatura è ormai acqua passata -, ma gli atteggiamenti restano gli stessi: milioni di euro buttati nel cesso (tra finanziarie e assestamenti di bilancio) per mantenere la mediocrità isolana fatta di lobby, parrocchie “perennemente bisognose” e groupies di partito.
Emblematica, in questo senso, è, per esempio, la recente Delibera n. 40/15 dell’Assessorato al Turismo, che stanzia ben 4 milioni di euro per “attività di comunicazione, organizzazione di eventi e azioni di ritorno (educational e press tour)” per la promozione turistica e dell’artigianato nel 2025.
Delibera (nulla di nuovo) non ancora pubblicata o, come reca la pagina della Giunta “Anteprima del documento non disponibile”. Ritenta, sarai più fortunato!
Ma poi, a chi andranno questi 4 milioni di euro? A quali agenzie, a quali “eventifici”, a quali società di comunicazione più o meno busta saranno affidati? Quanti banner pubblicitari andranno a riempire le pagine dei sempre più tristi media regionali?
Il punto, quindi, resta sempre lo stesso: non solo il ritardo formale, ma la totale assenza di trasparenza e tempestività sulle decisioni che muovono cifre rilevanti e impattano direttamente sull’immagine della Sardegna nel mondo.
