17 Marzo 2026
Europa

La Banca Centrale Russa porta in tribunale l’UE per il congelamento degli asset sovrani

La Banca di Russia ha avviato un’azione legale contro l’Unione Europea, contestando il congelamento dei propri asset sovrani “per un periodo indefinito”, utilizzati come garanzia collaterale per un prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina.

La causa metterà alla prova i poteri d’emergenza straordinari che la Commissione Europea ha esercitato lo scorso anno per mantenere bloccati, sull’intero territorio comunitario, gli asset russi per un valore complessivo stimato in circa 210 miliardi di euro. Il meccanismo adottato, da una maggioranza qualificata anziché all’unanimità, ha di fatto neutralizzato il potere di veto di Paesi come l’Ungheria.

La decisione politica alla base del provvedimento era stata presa a metà dicembre dai leader europei, che avevano concordato l’emissione di debito comune, senza la partecipazione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, per finanziare la difesa di Kiev contro le forze di Mosca. L’Ucraina sarà tenuta a rimborsare il prestito solo a conflitto concluso e a seguito del pagamento delle riparazioni di guerra da parte russa. Qualora il Cremlino dovesse rifiutarsi, i leader UE si riservano il diritto di attingere direttamente al valore degli asset congelati per recuperare le somme erogate.

In una dichiarazione rilasciata martedì, la Banca di Russia ha attaccato duramente quelle che ha definito le “azioni illegittime” dell’UE nei confronti del proprio patrimonio sovrano, sostenendo che il regolamento europeo violerebbe “i diritti fondamentali e inalienabili di accesso alla giustizia” nonché il “principio di immunità sovrana degli Stati e delle loro banche centrali”. L’istituto ha inoltre denunciato “gravi violazioni” procedurali da parte del Consiglio dell’UE, reo, secondo Mosca, di aver adottato la misura con maggioranza qualificata in luogo dell’unanimità prevista.

La Commissione Europea ha fatto sapere che fornirà una risposta ufficiale alla causa, depositata dalla banca centrale russa presso il Tribunale Generale dell’UE con sede a Lussemburgo.

Non è la prima mossa legale di Mosca sul fronte patrimoniale: lo scorso anno la Banca di Russia aveva già intentato una causa separata, questa volta davanti a un tribunale moscovita, contro Euroclear, il depositario finanziario con sede a Bruxelles presso cui è custodita la gran parte degli asset russi immobilizzati in seguito alle sanzioni europee adottate dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

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