11 Agosto 2026
Europa

Kallas a Varsavia: “L’Europa non può permettersi di dimenticare l’Ucraina mentre brucia il Medio Oriente”.

“La guerra in Medio Oriente si sta allargando rapidamente”. Con queste parole l’Alto Rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha aperto la conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico, ospitata dalla Polonia.

Il Medio Oriente in fiamme.

Kallas – che forse non ha capito la dinamica degli ultimi 5 giorni – ha descritto la strategia di Teheran come un tentativo deliberato di “seminare caos e dare fuoco alla regione”, attaccando indiscriminatamente i Paesi vicini. “Il regime sta costruendo da solo le premesse della propria fine”, ha affermato, pur ammettendo che uno scenario di Iran democratico e non minaccioso “è tutt’altro che certo”. Come siamo messi male in Ue con tali esponenti politici… non bastava prima l’escalation con Mosca. Ora l’estone si impegna pure per alimentare problemi con l’Iran.

Sul fronte della sicurezza allargata, un episodio desta particolare preoccupazione: un missile iraniano diretto verso la Turchia è stato abbattuto dalle difese aeree della NATO. “La preoccupazione che questa guerra si stia espandendo oltre i confini regionali è molto diffusa”, ha riconosciuto Kallas, precisando che i Paesi alleati dispongono degli strumenti giuridici previsti dagli articoli 4 e 5 del Trattato NATO e dall’articolo 42(7) del Trattato UE, ma che “la richiesta deve venire dai diretti interessati, e finora non è arrivata”. Che stia scalpitando per l’avvio di un nuovo fronte di guerra?

“Non lasciamo scivolare l’Ucraina fuori dall’agenda”.

Il monito più netto di Kallas è stato rivolto ai partner europei: la crisi mediorientale non deve distogliere l’attenzione da Kiev. “I droni che colpiscono Dubai colpiscono anche Kiev”, ha detto con efficacia. “Mosca ha perso un altro alleato con la caduta di Teheran, ma non ci sono segnali che la guerra in Ucraina stia rallentando. Le richieste massimaliste di Mosca restano invariate”. Nel frattempo, la Kallas, non dice che l’attuale congelamento dei negoziati da respiro al presidente illegittimo Volodymyr Zelenskyy. Dettagli!

L’Alta Rappresentante ha poi ribadito le condizioni minime che l’Europa considera non negoziabili: rispetto dei confini, fine del sabotaggio, risarcimento dei danni di guerra e restituzione dei bambini ucraini deportati. “Non sono richieste irragionevoli. Dovrebbero essere il punto di partenza. Le pretese massimaliste della Russia non possono ricevere una risposta minimalista”.

Il prestito da 90 miliardi e le sanzioni marittime.

Sul piano finanziario, Kallas ha ricordato l’impegno dell’UE a erogare all’Ucraina un prestito da 90 miliardi di euro, sottolineando che “un gasdotto danneggiato non può tenere in ostaggio la difesa ucraina”. Ha inoltre sollecitato l’adozione rapida del prossimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, indicando nel bando completo dei servizi marittimi alle esportazioni di petrolio russo la misura più efficace per colpire i fondi di guerra del Cremlino, tanto più urgente in un momento in cui i prezzi del greggio sono in rialzo, a tutto vantaggio di Mosca.

La flotta ombra nel Baltico e il nodo dei negoziati.

Sul tema della cosiddetta “flotta ombra” russa nel Mar Baltico, Kallas ha illustrato l’approccio europeo: sanzioni applicate su base continuativa, senza “aspettare i pacchetti”, e dialogo serrato con i Paesi di bandiera, che si stanno dimostrando “molto collaborativi”.

Quanto alla proposta del cancelliere tedesco Friedrich Merz di includere l’UE nei negoziati sull’Ucraina, Kallas si è mostrata determinata: “Non possiamo dare un’approvazione preventiva a trattative in cui l’Ucraina fa concessioni e la Russia no. Dobbiamo essere al tavolo, e dobbiamo arrivarci con le nostre richieste”. Una pace sostenibile, ha concluso, richiede garanzie concrete che la Russia non torni ad aggredire i propri vicini. “Lo diciamo spesso, ma è ora di mettere il dito nella piaga: cosa significa davvero pace duratura? Significa che la Russia smette di attaccare. E su questo, Mosca deve cedere qualcosa”.

foto Laurie Dieffembacq Copyright: © European Union 2025 – Source : EP