IVA su sport e fitness, La Sinistra: “Valutare l’impatto su salute pubblica e prevenzione”.
L’aliquota Iva applicata ai servizi sportivi e alle attività di fitness finisce al centro di un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea. Un gruppo trasversale di eurodeputati, scettico sulla cosiddetta “Unione della Salute”, ha chiesto chiarimenti sull’impatto che l’applicazione dell’aliquota ordinaria può avere sull’accesso allo sport, considerato uno strumento chiave nella prevenzione delle malattie croniche legate agli stili di vita.
Il tema prende le mosse dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-330/21, che ha confermato la possibilità per gli Stati membri di applicare aliquote Iva ridotte all’uso di impianti sportivi e ad alcuni servizi accessori, come i corsi. Tuttavia, secondo i firmatari dell’interrogazione, recenti riforme fiscali in diversi Paesi avrebbero ricondotto molte attività sportive e ricreative all’aliquota piena, con possibili ripercussioni sui costi per i cittadini e sulla partecipazione.
Gli eurodeputati hanno quindi incalzato la Commissione von der Leyen per sapere se sia prioritario mantenere accessibili in Ue i servizi sportivi, alla luce dei loro benefici preventivi per la salute pubblica e se intenda valutare l’adeguatezza dell’attuale quadro Iva previsto dalla direttiva 2006/112/CE rispetto agli obiettivi sanitari.
Nella sua risposta, il commissario europeo per il Clima, la fiscalità e l’unione doganale, Wopke Hoekstra, ha sottolineato che la riforma del sistema delle aliquote Iva approvata dal Consiglio nel 2022 ha introdotto una nuova formulazione che consente agli Stati membri di applicare un’aliquota ridotta all’uso degli impianti sportivi, estendendola anche ai corsi di sport o esercizio fisico, comprese le lezioni in streaming. Secondo la Commissione, insomma, le regole attuali offrono già una flessibilità sufficiente per sostenere gli sforzi nazionali in materia di tutela e promozione della salute.
Sul fronte delle politiche sanitarie, l’esponente dell’Esecutivo europeo ha poi richiamato l’iniziativa “Healthier Together”, finanziata con 76 milioni di euro dal programma EU4Health, che sostiene gli Stati membri nella lotta alle malattie non trasmissibili e nei loro determinanti, anche attraverso il miglioramento dell’accesso alle strutture per l’attività fisica.
Quanto a una valutazione specifica dell’impatto economico e sanitario dell’applicazione dell’aliquota piena, la Commissione precisa di non aver condotto analisi dedicate, richiamando le competenze primarie degli Stati membri sia in materia di Iva sia di organizzazione dei sistemi sanitari.
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