Europa

ITER, fusione nucleare e dipendenza dalla Russia: la Commissione prende le distanze, ma non può escluderla.

Mentre l’Unione Europea prosegue il suo cammino verso l’indipendenza energetica da Mosca, resta aperta la questione della partecipazione russa a ITER, il grande progetto internazionale di ricerca sulla fusione nucleare con sede in Francia. Nonostante le tensioni geopolitiche e le sanzioni legate all’invasione dell’Ucraina, la Federazione Russa continua a essere membro a pieno titolo del programma, con una quota del 9,1% nel finanziamento. Un paradosso, per non chiamarlo smacco, per la cosiddetta narrazione russofoba europea (peraltro sconfessata in più occasioni).

Come può l’UE svincolarsi da Mosca senza compromettere un progetto scientifico su cui ha investito miliardi?

Nella risposta ufficiale, la Commissione europea ha confermato la difficoltà strutturale di escludere la Russia: “Secondo l’accordo internazionale che regola ITER, non esistono clausole che consentano la sospensione di uno Stato membro, salvo che non sia esso stesso a decidere di ritirarsi. Nonostante ciò, la cooperazione con Mosca è stata drasticamente ridotta: la Russia non ricopre la presidenza del Consiglio ITER da due anni, come invece previsto a rotazione, e i contatti bilaterali sono minimizzati”.

Preoccupazioni più specifiche arrivano dall’eurodeputata Alice Teodorescu Måwe (PPE), che in una interrogazione sottolinea i rischi connessi all’uso duale di alcune tecnologie, in particolare nella gestione del trizio, isotopo dell’idrogeno potenzialmente impiegabile in contesti militari.

La Commissione, però, rassicura sul fatto che la tecnologia ITER (fusione per confinamento magnetico) non è adatta alla produzione di armi nucleari, sottolineando la vocazione esclusivamente pacifica del progetto, nato alla fine della Guerra Fredda proprio con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione scientifica internazionale.

La permanenza della Russia all’interno di ITER rappresenta, dunque, un dilemma tecnico-politico per l’Unione Europea: da un lato, l’urgenza di tagliare ogni legame energetico con Putin; dall’altro, l’impossibilità giuridica e pratica di recidere un rapporto strutturato su un progetto di respiro globale.

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2025 – Source : EP