15 Settembre 2026
CulturaSardegna

Italiani sensibili all’inciviltà politica: il 74% respinge urla e offese, ma 1 su 6 le giustifica se rendono comunicativamente.

Gli italiani non si sono assuefatti al clima di inciviltà politica. La grande maggioranza continua a considerare insulti, urla e offese come un segnale negativo e dannoso per la democrazia, ma al tempo stesso cresce l’idea che, se “funzionali alla comunicazione”, possano essere tollerati.

È quanto emerge da una ricerca condotta dalle Università Cattolica, Sapienza e di Urbino Carlo Bo. Lo studio, coordinato da Giovanna Mascheroni, Sara Bentivegna e Giovanni Boccia Artieri, ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.500 italiani e 53 interviste in profondità con politici e giornalisti realizzate tra settembre 2024 e giugno 2025.

I dati parlano chiaro: il 73,6% degli intervistati dichiara di sentirsi infastidito da politici che ricorrono ad attacchi verbali. Tre su quattro (76,6%) percepiscono un netto peggioramento del livello di civiltà nel dibattito pubblico negli ultimi anni. A pesare di più sono le mancanze di rispetto verso i valori democratici: discriminazioni, stereotipi di genere, uso sistematico della menzogna, ma anche volgarità e ridicolizzazione degli avversari. Sensibilità più marcata si riscontra tra donne, over 65 ed elettori di centro-sinistra.

A distinguersi, invece, è una minoranza – soprattutto giovani uomini della Generazione Z – per i quali l’inciviltà politica è “normale”. Una tolleranza che non deriva tanto dall’abitudine ai social media, spiegano i ricercatori, quanto da atteggiamenti anti-politici e da una visione cinica delle istituzioni democratiche.

Il 16,7% degli italiani, ancora, considera accettabili comportamenti incivili se “comunicativamente efficaci”. Un paradosso, osservano gli studiosi, perché oltre il 94% associa comunque l’inciviltà politica a conseguenze negative – disaffezione, sfiducia e polarizzazione. L’80%, infine, ammette che “fa male alla democrazia”, ma quando funziona, in termini di visibilità e consenso, viene giustificata.

Foto di Vidmir Raic da Pixabay.com