13 Maggio 2026
Sardegna

Italia: nulla di nuovo. Nascite in calo, fecondità ai minimi storici.

Nel 2024 i nati residenti sono 369.944, quasi 10mila in meno sul 2023 (-2,6%). Tra gennaio e luglio 2025 il trend peggiora: circa 13mila nati in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Il tasso di natalità scende a 6,3 per mille (era 9,7 nel 2008).

Fecondità: nuovo minimo.

Il numero medio di figli per donna tocca il minimo storico: 1,18 nel 2024 (1,20 nel 2023). La stima provvisoria per i primi sette mesi del 2025 è 1,13. Donne italiane (1,11, era l’1,14 nel 2023) e donne straniere (1,79, era il 1,82 nel 2023).

Meno di 370mila nati: perché?

Il calo prosegue ininterrotto dal 2008 (allora oltre 576mila nati; oggi -35,8%). Pesano due fattori: bassa fecondità (1,18 figli per donna nel 2024) e shrink demografico dei potenziali genitori, appartenenti alle generazioni meno numerose nate dalla metà anni ’70.

    Nel 2024 diminuiscono sia i primogeniti (-2,7%, 181.487) sia i secondi figli (-2,9%, 133.869) e i successivi (-1,5%). Il calo dei primi figli è più marcato nel Mezzogiorno (-4,3%) rispetto a Nord (-1,8%) e Centro (-2,0%).

    Chi fa (ancora) figli?

    Le coppie di genitori entrambi italiani restano il 78,2% dei nati e spiegano quasi tutto il calo: 289.183 nati (-3,3%). Stabili le nascite con almeno un genitore straniero: 80.761 (21,8% del totale; -0,2% sul 2023). Tra queste, scendono i nati da entrambi stranieri (-1,7%) e aumentano le coppie miste (+2,3%).

    La mappa del 2025 (gennaio–luglio, provvisorio).

    Il calo è più forte in Centro (-7,8%) e Mezzogiorno (-7,2%), poi Nord (-5,0%). Record negativi in Abruzzo (-10,2%) e Sardegna (-10,1%). In controtendenza Valle d’Aosta (+5,5%), Bolzano (+1,9%) e Trento (+0,6%).

    Nati fuori dal matrimonio: quota in crescita.

    Nel 2024 i nati more uxorio sono 159.671 (-0,8%), mentre quelli all’interno del matrimonio scendono a 210.273 (-4,0%). La quota di nati fuori dal matrimonio sale al 43,2% (+0,8 p.p. sul 2023; +23,5 p.p. sul 2008).
    Differenze territoriali: Centro al 49,6%, Nord 42,8%, Mezzogiorno 40,3% (in recupero). Sardegna prima con 56,6%; tra i minimi Basilicata (30,0%) e Calabria (33,4%).
    La tendenza è più marcata tra i giovani: nati fuori dal matrimonio al 61,7% per madri ≤24 anni e 43,6% per 25–34enni (ancora più alta se entrambi italiani).

    Fecondità territoriale: primati e ritardi.

    Nel 2024 il Centro è l’area meno fertile (1,11), segue il Nord (1,19) e il Mezzogiorno (1,20). La PA Bolzano guida la classifica (1,51), poi Trento e Sicilia (1,27), Campania (1,26), Calabria (1,24). Sardegna ultima a 0,91 (stabile).
    Gen–lug 2025 (stime): Italia 1,13; Centro 1,04, Nord 1,15, Mezzogiorno 1,16. Bolzano al 1,55, Sardegna 0,86.

    Posticipazione delle nascite sempre più netta.

    Nel 2024 l’età media al parto sale a 32,6 anni (italiane 33,1, straniere 29,7). Al primo figlio si arriva in media a 31,9 anni (31,7 nel 2023; 28,1 nel 1995).
    Il rinvio è generale e collegato al calo della fecondità: tempi lunghi di formazione, precarietà lavorativa, costi dell’abitazione e scelte di vita diverse. Territorialmente, età media più alta in Centro (33,0) e Nord (32,7) rispetto al Mezzogiorno (32,3). Lazio, Basilicata e Sardegna al top (33,2); Sicilia la più “giovane” (31,7).

    Nomi 2024: Leonardo e Sofia restano in vetta.

    Tra i maschi domina Leonardo (seguono Edoardo e Tommaso), con eccezioni regionali (Noah a Bolzano; Edoardo e Tommaso in Valle d’Aosta). Nel Sud resistono Francesco (Molise, Puglia, Calabria) e Antonio (Campania, Basilicata).
    Tra le femmine guida Sofia, poi Aurora, Ginevra, Vittoria, Giulia; varianti regionali: Emma a Bolzano, Beatrice in Valle d’Aosta, Vittoria nelle Marche, Ginevra nel Lazio.
    Tra i nati da genitori stranieri ricorrono Rayan, Adam, Amir, Liam; per le bambine Sofia, Sara, Amira. Scelte “locali” più frequenti tra marocchini e bengalesi; forte italianizzazione tra i rumeni (Matteo, Luca, Leonardo; Sofia, Melissa, Eva Maria).