Italia: dopo Gravina e Buffon, si dimette anche Gattuso
Dopo l’addio del presidente Gabriele Gravina e il passo indietro del capodelegazione Gianluigi Buffon, arriva l’ufficialità della risoluzione consensuale con il Commissario Tecnico Gennaro Gattuso. Si chiude così, con tre mesi d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del 30 giugno, un’era breve e tormentata, segnata dalla sconfitta in Bosnia.
La decisione era nell’aria fin dal triplice fischio che ha sancito l’esclusione dell’Italia dal Mondiale. Nonostante l’ipotesi di restare come traghettatore per le amichevoli di giugno, Gattuso ha preferito la via della coerenza, seguendo le dimissioni dei vertici che lo avevano scelto e sostenuto.
Il saluto del CT: “Un onore, ma ora spazio al futuro”
Gattuso ha parlato di un’esperienza conclusa “con il dolore nel cuore”, sottolineando come la maglia azzurra sia un bene superiore agli interessi del singolo. Ringraziando lo staff e i tifosi per il supporto ricevuto in questi nove mesi di lavoro, l’ormai ex CT ha ribadito la necessità di liberare la panchina immediatamente per permettere alla Federazione di pianificare il futuro senza vincoli. Una scelta di responsabilità che ricalca lo stile onesto che ha sempre contraddistinto la sua carriera.
In attesa delle elezioni previste per il 22 giugno, il ruolo di CT per le sfide contro Lussemburgo e Grecia sembra destinato a Silvio Baldini, attuale tecnico dell’Under 21.
Tuttavia, la vera “caccia al nome” per la rinascita è già partita. I profili più caldi per la ricostruzione portano a due nomi che conoscono bene l’ambiente: Antonio Conte e Roberto Mancini. Tutto, però, resterà congelato fino alla nomina del nuovo Presidente: solo allora l’Italia saprà da quali mani ripartire.
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