13 Aprile 2026
Sardegna

Istat: a febbraio 2026 calano gli occupati, salgono i disoccupati

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di rallentamento a febbraio 2026. Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, il numero di occupati scende a 24 milioni 149mila unità, con un calo di 29mila rispetto al mese precedente (-0,1%). In parallelo, crescono i disoccupati di 36mila unità (+2,7%), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni rimangono sostanzialmente stabili.

Il quadro mensile: meno dipendenti, più autonomi.

La flessione occupazionale di febbraio è trainata dal calo dei lavoratori dipendenti, sia permanenti (-26mila, -0,2%) sia a termine (-13mila, -0,5%). In controtendenza, gli autonomi crescono di 10mila unità (+0,2%), confermando una dinamica già osservata nei mesi precedenti.

Il tasso di occupazione scende al 62,4% (-0,1 punti), quello di disoccupazione sale al 5,3% (+0,1 punti), mentre il tasso di inattività rimane stabile al 33,9%.

Le differenze di genere.

Il dato mensile rivela dinamiche opposte tra uomini e donne. Tra i maschi cala l’occupazione (-58mila, -0,4%) e cresce l’inattività, con il tasso di occupazione maschile che scende al 70,8%. Le donne invece mostrano un segno positivo: +29mila occupate (+0,3%), con il tasso di occupazione femminile in salita al 54,0%.

Su base annua il divario si accentua: le donne guadagnano 50mila posti di lavoro (+0,5%) mentre gli uomini ne perdono 37mila (-0,3%).

Per classi di età: bene gli over 50, male i 25-49enni.

La lettura per fasce d’età racconta uno scenario articolato. I lavoratori con almeno 50 anni sono gli unici a registrare un incremento occupazionale sia mensile (+57mila, +0,5%) sia tendenziale (+432mila, +4,3%), riflettendo il progressivo invecchiamento della forza lavoro italiana.

Sul fronte opposto, i 35-49enni perdono 61mila posti su base mensile (-0,7%) e 267mila su base annua (-3,0%). Anche i 25-34enni segnano una contrazione di 34mila unità in entrambi gli orizzonti temporali.

Una nota positiva arriva dai giovani tra i 15 e i 24 anni: la disoccupazione giovanile scende al 17,6%, in calo di un punto percentuale rispetto a gennaio e di 1,5 punti rispetto a febbraio 2025, un minimo significativo per questa fascia, storicamente la più vulnerabile.

Il quadro trimestrale e annuale.

Allargando l’orizzonte, il bilancio appare meno preoccupante. Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, confrontato con il precedente, gli occupati crescono di 20mila unità (+0,1%), i disoccupati calano di 119mila (-8,0%) e gli inattivi aumentano di 117mila (+0,9%).

Su base annua il mercato del lavoro mostra ancora segni di tenuta: rispetto a febbraio 2025 gli occupati sono 13mila in più (+0,1%), i disoccupati calano di 223mila (-14,1%), un dato di rilievo, mentre gli inattivi crescono di 259mila (+2,1%).

Dipendenti a termine in caduta libera: -8,5% in un anno.

Un segnale che merita attenzione riguarda i contratti a termine: su base annua, questa categoria perde 226mila unità (-8,5%), a fronte della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila, +0,3%) e degli autonomi (+187mila, +3,7%). Un andamento che potrebbe riflettere tanto un processo di stabilizzazione contrattuale quanto una riduzione delle assunzioni flessibili, ma che andrà monitorato nei prossimi mesi.