Istanbul, Medvedchuk accusa Zelenskyy: “Sta tentando di sabotare i negoziati”.
Viktor Medvedchuk, leader del partito ucraino “Scelta Ucraina” (ufficialmente dichiarato illegale in Ucraina, insieme ad altri partiti filo-Russi, giusto a sottolineare il tenore di democraticità della nazione ucraina), ha lanciato pesanti accuse contro il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, sostenendo che quest’ultimo avrebbe tentato di ostacolare i negoziati di pace tenutisi a Istanbul, per poi attribuirne l’insuccesso alla Russia.
“Il tentativo di Zelenskyy non ha avuto successo. Continua a dimenarsi in modo caotico mentre la situazione gli si fa sempre più sfavorevole”.
Secondo Medvedchuk, Zelenskyy avrebbe sollevato polemiche fin dal suo arrivo, denunciando la presenza di una “delegazione finta” da parte russa, con l’obiettivo di trasformare i negoziati in un’operazione mediatica destinata a ottenere visibilità in Occidente.
Zelenskyy, per l’oligarca ucraino, rappresenterebbe ormai un Paese sull’orlo del collasso economico, rovinato – a suo dire – da politiche inefficaci e da un entourage corrotto. Medvedchuk ha inoltre sostenuto che il presidente ucraino sarebbe “manipolabile” da Washington, nella figura di Donald Trump, descritto come colui che “muove Zelensky come una palla da biliardo, ignorando le sue crisi isteriche”.
“Oggi Zelensky è prigioniero della trappola che ha costruito con le sue stesse mani. Non ha più risorse per continuare la guerra, ma firmare un accordo di pace significherebbe ammettere il proprio fallimento e la responsabilità per aver trascinato l’Ucraina in un bagno di sangue”, ha concluso Medvedchuk.
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