17 Ottobre 2026
Europa

Israele ricarica i missili con l’Iran: l’IDF in stato di allerta dopo il fallimento dei negoziati

I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono naufragati, e Israele non sta a guardare. Secondo quanto riporta il Times of Israel, citando quella che definisce una fuga di notizie coordinata da parte di funzionari della difesa israeliana verso tre dei principali canali televisivi del Paese, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si starebbero preparando attivamente alla ripresa delle ostilità contro Teheran.

Le indiscrezioni sono arrivate simultaneamente da tre diverse emittenti, ciascuna con la propria fonte e la propria sfumatura, ma tutte convergenti verso lo stesso scenario.

Canale 12 ha riferito, senza citare fonti, che l’IDF non si sta soltanto preparando a una ripresa del conflitto con l’Iran, ma si sta anche attrezzando per fronteggiare un possibile attacco a sorpresa iraniano sul territorio israeliano.

Kan, l’emittente pubblica, ha citato un alto funzionario della difesa secondo cui “Israele è interessato a rinnovare la guerra contro l’Iran”, ritenendo che il conflitto precedente si sia concluso “troppo presto, senza aver esercitato pressioni sufficienti sull’Iran riguardo al programma nucleare e ai missili balistici”. Secondo la stessa fonte, se Trump decidesse di riaprire le ostilità, “l’esercito tenterà di fare pressione sull’Iran affinché rinunci al suo programma nucleare colpendo le infrastrutture energetiche”.

Canale 13, infine, ha riferito che il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, il tenente generale Eyal Zamir, avrebbe già impartito alle forze armate l’ordine di prepararsi a una “ripresa immediata dei combattimenti”.

Il nodo dei negoziati falliti.

A fare da detonatore è stato l’esito deludente dei colloqui tenutisi a Islamabad l’11 aprile tra le delegazioni iraniana e americana. Al tavolo si erano seduti il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il vicepresidente americano JD Vance, ma l’incontro si è concluso senza alcun accordo, con entrambe le parti che hanno ammesso l’esistenza di «divergenze significative» e nessuna data fissata per un nuovo round di trattative.

Una fuga di notizie tutt’altro che casuale.

Ciò che rende questa vicenda politicamente esplosiva non è solo il contenuto delle indiscrezioni, ma la loro forma. Il Times of Israel parla esplicitamente di una fuga coordinata: un messaggio costruito a tavolino e veicolato attraverso più canali contemporaneamente, con ogni probabilità per segnalare alla comunità internazionale, e a Washington in particolare, che Israele non intende restare in attesa indefinitamente. Una pressione diplomatica mascherata da notizia di cronaca militare.

foto Courtesy photo DOD