20 Luglio 2026
Europa

Israele, nuovo bando per oltre 3.400 abitazioni dei coloni a Gerusalemme Est.

Le autorità israeliane hanno pubblicato un bando di gara per la costruzione di 3.401 nuove abitazioni destinate ai coloni nell’area denominata E1, a est di Gerusalemme, nel territorio della Cisgiordania occupata. Lo ha reso noto la Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti.

In una nota, l’organismo palestinese ha lanciato l’allarme sulle conseguenze del progetto, avvertendo che l’edificazione nell’area E1 rischia di separare definitivamente Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania e di compromettere in modo irreversibile la possibilità di creare uno Stato palestinese contiguo, come previsto dalla soluzione dei due Stati.

L’area E1 rappresenta un corridoio strategico a est di Gerusalemme che Israele intende utilizzare per collegare la città occupata con grandi insediamenti vicini, tra cui Maale Adumim, attraverso confische di terre e nuove costruzioni. Secondo i palestinesi, questo piano bloccherebbe l’espansione urbana naturale delle comunità palestinesi attorno a Gerusalemme Est.

Il presidente della Commissione, Muayyad Shaaban, ha spiegato che il bando emanato dall’Autorità israeliana per le terre segna di fatto l’avvio di un progetto rimasto formalmente congelato per quasi trent’anni a causa delle pressioni internazionali. L’obiettivo, secondo Shaaban, è quello di isolare completamente Gerusalemme dal suo contesto palestinese, frammentare ulteriormente la Cisgiordania e impedire qualsiasi sviluppo urbano palestinese a est della città, alterandone in modo profondo l’equilibrio geografico e demografico.

Nel solo 2025, ha ricordato Shaaban, Israele ha pubblicato bandi per la realizzazione di 10.098 unità abitative negli insediamenti della Cisgiordania occupata, di cui oltre 7.000 destinate proprio a Maale Adumim.

Dure critiche sono arrivate anche da Peace Now, storica organizzazione israeliana di monitoraggio degli insediamenti, che ha definito il bando per l’area E1 un atto di “irresponsabilità politica” capace di minare ogni prospettiva di soluzione negoziata e di un futuro migliore per israeliani e palestinesi. Secondo il gruppo, la costruzione nell’area E1 mira a creare fatti irreversibili sul terreno che condurrebbero di fatto a uno Stato unico, con il rischio di un sistema assimilabile all’apartheid.

Peace Now ha inoltre sottolineato che il 2025 si è chiuso con un numero record di 9.629 abitazioni negli insediamenti, incluse oltre 6.700 unità a Maale Adumim, superando il totale dei bandi pubblicati nei sei anni precedenti messi insieme. L’organizzazione attribuisce questi sviluppi a un accordo quadro siglato tra il governo israeliano e il comune di Maale Adumim alla presenza del primo ministro Benjamin Netanyahu..

Foto di Ekaterina Vysotina da Pixabay.com