Israele. L’estrema destra non vuole mantenere l’accordo (già disatteso) con il Libano
L’inchiostro sull’accordo con il Libano è ancora fresco ma all’interno dello stesso governo israeliano si continuano a levare le voci di chi vuole affossarlo. Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale e leader dell’ala più radicale dell’esecutivo Netanyahu, non ha perso tempo, attaccando frontalmente l’intesa raggiunta con Beirut sotto la mediazione americana, definendola un “grave errore” e chiedendo che venga sottoposta a un voto formale del gabinetto di sicurezza.
In un post su X, Ben-Gvir ha scritto di essersi opposto all’accordo per settimane e di aver chiesto al premier Benjamin Netanyahu di portarlo in votazione. La sua tesi è netta: lo Stato libanese non avrà né la volontà né la capacità di disarmare Hezbollah, dal momento che esponenti del movimento sciita siedono nello stesso governo di Beirut. “Solo i soldati dell’esercito israeliano distruggeranno Hezbollah”, ha scritto il ministro, escludendo che qualsiasi altro attore possa farlo al posto di Israele.
L’intesa firmata venerdì a Washington (già disattesa dopo gli ultimi raid di Israele in Libano) stabilisce un ritiro israeliano graduale dal territorio libanese, a partire da due “zone pilota” non specificate. Ma l’accordo presenta lacune significative: non fissa alcuna scadenza per il ritiro né dalle aree pilota né dal resto del territorio occupato. Subordina inoltre ogni ritiro all’assunzione del controllo militare effettivo da parte dell’esercito libanese e al disarmo di tutti i gruppi armati non statali, con esplicito riferimento a Hezbollah.
foto דוד דנברג – איתמר בן גביר http://online-tv.co.il/?p=119
