Israele e USA scatenano il caos in Medio Oriente. Palazzo Chigi si riunisce… ma per cosa?
È sabato mattina. Israele e Stati Uniti stanno bombardando Teheran, il Medio Oriente brucia, e Giorgia Meloni ha pensato bene di convocare una conferenza telefonica. Con Tajani, Salvini, Crosetto, Mantovano, Fazzolari e “i vertici dell’Intelligence”. Tutti insieme, di sabato, per fare quello che l’Italia fa meglio nelle crisi internazionali: prendere nota.
La nota di Palazzo Chigi è un piccolo capolavoro del genere. Si apprende che “è stata analizzata la situazione nel suo complesso” (rassicurante, no?) e che il governo “invita tutti i connazionali alla massima prudenza”. Grazie. Senza questo tempestivo invito, chissà quanti italiani stavano già prenotando un weekend a Teheran.
Si apprende inoltre che “l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana”. Vicinanza. Mentre piovono i missili. Una di quelle parole che non costano nulla, non cambiano nulla, e non significano nulla, ma che suonano bene nel comunicato stampa del sabato mattina di Palazzo Chigi. Nota stampa dove manca totalmente la “condanna” all’attacco unilaterale, sprezzante, in particolare, della sovranità nazionale di un Paese.
Il pezzo forte, però, è la chiusura: “Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni.” Traduzione: Meloni chiamerà qualcuno (non è ancora chiaro chi, né quando, né con quale effetto) per far sapere che l’Italia è contraria alle tensioni. Come del resto lo sono tutti, compresi quelli che le tensioni le hanno appena innescate bombardando una capitale.
Il problema, naturalmente, non è la buona volontà. Il problema è che l’Italia, in questa partita, conta quanto un arbitro fischiato in un campo straniero: può protestare, può invocare il fair play, può redigere comunicati. Ma le decisioni, quelle vere, quelle che spostano aerei da guerra e cambiano le sorti della regione, si continuano a prendere solo a Washington e a Tel Aviv. Non a Roma. E certamente non in una telefonata del sabato mattina tra persone che, con tutto il rispetto, avrebbero potuto tranquillamente andare a prendere un po’ di sole.
foto governo.it
