11 Settembre 2026
Europa

Israele blocca l’ingresso a due eurodeputati svedesi diretti in Cisgiordania

Due membri svedesi del Parlamento europeo hanno denunciato di essere stati respinti all’ingresso in Israele, nonostante fossero in possesso di regolari permessi d’ingresso e della relativa documentazione di supporto.

I due eurodeputati, Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, sono stati fermati mentre si accingevano a imbarcarsi su un volo da Atene diretto a Tel Aviv per poi proseguire verso la Cisgiordania occupata e Gerusalemme Est, dove erano attesi per incontrare i rappresentanti dell’ONG Save the Children, visitare campi profughi e raccogliere testimonianze da organizzazioni israeliane e palestinesi per i diritti umani.

Secondo quanto dichiarato dai due parlamentari, l’obiettivo della missione era raccogliere testimonianze dirette su quello che hanno definito un peggioramento delle condizioni di vita e un regime di apartheid in Cisgiordania.

Le accuse di ritorsione politica.

Sjöstedt, esponente del Partito della Sinistra svedese, ha affermato che il divieto d’ingresso avrebbe motivazioni squisitamente politiche, legata alle sue posizioni critiche nei confronti di Israele e alle richieste, avanzate in passato, di deferire alcuni ministri del governo israeliano alla Corte penale internazionale. “Israele impedisce sempre più spesso l’ingresso nel Paese, persino a membri di un parlamento”, ha dichiarato in una nota.

Sulla stessa linea Gedin, secondo cui è inaccettabile che Israele impedisca a rappresentanti eletti europei di verificare direttamente sul campo le condizioni di vita della popolazione e di incontrare le persone coinvolte, mentre i politici israeliani continuano a muoversi liberamente in territorio europeo.

La reazione del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo.

Il gruppo The Left all’Europarlamento ha reso noto di aver informato l’Ufficio della Presidenza del Parlamento europeo dell’accaduto, definendo il diniego d’ingresso un vero e proprio attacco alle istituzioni dell’Unione europea.

L’episodio si colloca in un contesto già teso: il gruppo della Sinistra denuncia da tempo il proseguimento di quella che definisce una “pulizia etnica” ai danni della popolazione palestinese, mentre resta alta la preoccupazione per i negoziati in corso tra la Commissione europea e i servizi di sicurezza israeliani sulla condivisione di dati biometrici e personali.

foto Carlos / Saigon – Vietnam da Pixabay.com