14 Marzo 2026
Europa

Iran, Tasnim: “Arrestati due presunti organizzatori delle proteste legati al Mossad israeliano”

Le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di due persone nella provincia del Khorasan Settentrionale, nel nord-est del Paese, ritenute legate ai servizi segreti israeliani del Mossad e accusate di aver avuto un ruolo nell’organizzazione delle recenti proteste. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Secondo quanto riportato, i due arrestati avrebbero svolto “un ruolo chiave nell’organizzazione di disordini di massa nel Paese”. Durante le perquisizioni, secondo quanto riportato dall’agenzia, le forze di sicurezza avrebbero sequestrato dispositivi di comunicazione, armi leggere e munizioni.

Le proteste, vale la pena ricordarlo, sono iniziate lo scorso 29 dicembre a Teheran, quando gruppi di commercianti sono scesi in piazza per protestare contro il brusco deprezzamento del rial iraniano. Il giorno successivo alle manifestazioni si sono uniti anche studenti universitari e, nei giorni successivi, i disordini si sono estesi alla maggior parte delle principali città del Paese.

Il picco delle proteste è stato raggiunto la sera dell’8 gennaio. Secondo le autorità iraniane, almeno 13 civili, tra cui un minore, sarebbero rimasti uccisi a seguito delle azioni dei manifestanti, mentre 38 appartenenti alle forze dell’ordine avrebbero perso la vita negli scontri, mentre per la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, sarebbero circa 2000 i civili uccisi nel corso delle proteste. Oltre 500, invece, secondo la Human Rights Activists News Agency (HRANA) con sede negli USA.

Il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha dichiarato che durante i disordini sarebbero state incendiate 25 moschee e danneggiate 26 banche, tre centri medici, dieci edifici governativi, oltre a più di 100 mezzi di emergenza, tra cui autopompe, autobus e ambulanze, e 24 appartamenti.

Le autorità iraniane hanno definito i responsabili delle violenze come “terroristi” e hanno attribuito l’organizzazione delle proteste a Israele e agli Stati Uniti, entrambe accusate di fomentare le proteste attraverso i propri apparati e sostegni milionari agli “agitatori delle piazze”.

foto Santiago Gonzalez da Pixabay.com