Iran, il Pentagono: “Stiamo vincendo senza pietà”.
“Stiamo consegnando il doppio della potenza di fuoco rispetto all’operazione Shock and Awe e sette volte l’intensità della guerra israeliana dei 12 giorni.” Con queste parole il portavoce del Dipartimento della Guerra, Kingsley Wilson, ha aperto il consueto aggiornamento settimanale sull’Operazione Epic Fury, l’offensiva militare contro l’Iran ordinata direttamente dal presidente Donald J. Trump e scattata il 28 febbraio scorso.
Il segretario alla Guerra Pete Hegseth, parlando ai media il giorno precedente, non ha usato mezzi termini: “Mi presento davanti a voi oggi con un messaggio inequivocabile: l’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà”.
La campagna militare: missili, marina e nucleare.
Secondo Wilson, l’operazione si articola su tre assi principali. Sul fronte missilistico, le forze americane non si limiterebbero a colpire le capacità esistenti dell’Iran, ma puntano a smantellare l’intera filiera produttiva. “Non stiamo solo colpendo quello che hanno, stiamo distruggendo la loro capacità di ricostruire,” ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, durante un briefing a Tampa cui ha partecipato Hegseth in persona.
I risultati dichiarati sono considerevoli: gli attacchi con missili balistici iraniani sarebbero diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di conflitto, mentre i droni avrebbero subito un calo dell’83%. Sul fronte navale, il conteggio delle navi iraniane affondate ha superato quota 30, con l’ultimo colpo inferto proprio nelle ore precedenti alla conferenza stampa: una nave portadroni delle dimensioni di una portaerei della Seconda Guerra Mondiale, stando a quanto riferito da Cooper.
Il programma nucleare iraniano è nel mirino in modo sistematico. Wilson ha precisato tuttavia che l’obiettivo dell’operazione non è il “nation building”, bensì, nelle sue parole, “la pura dominanza americana”, finalizzata a garantire che Teheran non ottenga mai un’arma nucleare e che i gruppi proxy del regime non possano continuare a destabilizzare la regione.
I soldati americani morti.
Il Dipartimento della Guerra ha reso omaggio ai sei militari caduti nel corso dell’operazione, definiti “eroi americani che hanno fatto il sacrificio supremo”. Wilson ha annunciato che il loro sacrificio “verrà vendicato” con la distruzione di ogni missile e di ogni nave del regime iraniano. “Questi patrioti hanno pagato il prezzo pieno, e il Dipartimento consegnerà la vittoria totale in loro nome”, ha affermato.
