17 Marzo 2026
EuropaPolitica

Iran, il bilancio delle vittime sale a 787: quarto giorno di raid USA-Israele. Già spesi 800 milioni di dollari in missili

Il bilancio delle vittime causate dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran continua ad aggravarsi: secondo quanto comunicato dalla Mezzaluna Rossa iraniana, i morti hanno raggiunto quota 787. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso tra le macerie degli edifici colpiti dai bombardamenti, come riferito dall’organizzazione in una nota ufficiale ripresa dall’agenzia di stampa statale Tasnim. Al momento non sono stati resi noti dati sul numero dei feriti.

Gli attacchi, iniziati sabato scorso, hanno avuto conseguenze devastanti anche sul piano politico e militare iraniano: tra le vittime figurano diversi vertici del regime, a cominciare dalla Guida Suprema Ali Khamenei, insieme ad alti ufficiali delle forze armate. Teheran ha risposto con lanci di droni e missili contro Israele e contro i Paesi del Golfo che ospitano basi e asset militari statunitensi, innescando una spirale di escalation senza precedenti nella regione.

Quasi 800 milioni di dollari in un solo giorno.

Mentre sul campo si contano i morti, negli Stati Uniti si inizia a fare i conti con il costo economico dell’operazione. Secondo stime elaborate dall’agenzia Anadolu, nelle prime 24 ore di offensive militari americane contro l’Iran sono stati spesi circa 779 milioni di dollari, pari allo 0,1% dell’intero bilancio della difesa USA per il 2026.

Il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha confermato un dispiegamento massiccio di mezzi: bombardieri stealth B-2, caccia F-22, F-35 e F-16, aerei d’attacco A-10, velivoli per la guerra elettronica EA-18G Growler, droni MQ-9 Reaper, portaerei a propulsione nucleare, cacciatorpediniere a guida missilistica e sistemi di difesa aerea Patriot e THAAD.

Soltanto i quattro B-2, decollati senza scalo dalla base di Whiteman nel Missouri e impiegati con bombe JDAM da 900 chilogrammi, hanno generato costi stimati in 30,2 milioni di dollari. Le missioni dei caccia — F-18, F-16, F-22 e F-35 — sono costate circa 271 milioni, mentre l’insieme delle piattaforme specializzate, inclusi i sistemi a terra come gli HIMARS, ha portato il totale delle spese aeree e terrestri a circa 423 milioni.

A questi si aggiungono i costi operativi delle due portaerei dispiegate nella regione, la USS Abraham Lincoln e la USS Gerald R. Ford, valutati in circa 15 milioni al giorno. Il capitolo più oneroso rimane però quello dei missili: si stima che siano stati lanciati circa 200 Tomahawk, per un valore complessivo di oltre 340 milioni di dollari.

foto Navy Seaman Daniel Kimmelman