Iran: “Gli attacchi israeliani in Libano sabotano l’accordo con Washington”
L’Iran ha puntato il dito contro Israele, accusandolo di essere il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti. A dichiararlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in una conferenza stampa trasmessa dall’emittente statale IRIB.
“Il fattore principale nel fallimento dei negoziati nella regione è il regime sionista e i suoi attacchi al Libano, un tentativo di impedire il miglioramento della situazione regionale”, ha affermato Baqaei, che non ha risparmiato critiche neanche a Washington. “Gli USA sono anch’essi responsabili: ogni azione compiuta da Israele ricade sulla responsabilità dell’America, che lo sostiene”.
Il cessate il fuoco che non si rispetta.
La tensione è salita ulteriormente dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all’esercito di condurre nuovi raid aerei su Beirut, in aperta sfida al cessate il fuoco in vigore in Libano dal 17 aprile scorso.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha pubblicato un messaggio inequivocabile su X: “Il cessate il fuoco tra Iran e USA è, senza alcuna ambiguità, un cessate il fuoco su tutti i fronti, Libano incluso. La sua violazione su un fronte equivale a una violazione su tutti i fronti”.
“USA e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione”, ha aggiunto Araghchi.
Negoziati in stallo, focus sulla guerra.
Baqaei ha inoltre chiarito che, al momento, Teheran non sta conducendo trattative con Washington sui dettagli del programma nucleare iraniano. “In questa fase, la nostra priorità è mettere fine alla guerra”, ha precisato il portavoce, sottolineando come la situazione in Libano rappresenti “parte integrante di qualsiasi accordo finale”.
L’Iran, ha avvertito Baqaei, “non esiterà ad aiutare il Libano a resistere all’aggressione illegale” di Israele.
Sulla stessa linea si è espresso Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui con Washington, che ha definito il blocco navale statunitense e i “crimini di guerra” israeliani in Libano “prove evidenti del mancato rispetto del cessate il fuoco da parte degli USA”. “Ogni scelta ha un prezzo, e il conto arriva sempre”, ha scritto su X.
foto Army Sgt. Devin Davis
