Iran e USA, Trump ottimista: “Accordo molto possibile”
Donald Trump si dice fiducioso: un accordo con l’Iran sul nucleare è “molto possibile”. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che i negoziati con Teheran hanno registrato sviluppi significativi nelle ultime ventiquattro ore, alimentando le speranze di una svolta diplomatica dopo settimane di tensioni.
“Vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore, ed è molto possibile che si arrivi a un’intesa”, ha affermato Trump dallo Studio Ovale, aggiungendo che l’Iran “ha già concordato” il principio fondamentale: nessuna bomba atomica per Teheran. “L’Iran non può avere un’arma nucleare, e non l’avrà”.
Sul fronte delle condizioni, il presidente americano è stato netto: qualsiasi accordo dovrà prevedere il trasferimento diretto agli Stati Uniti delle scorte di uranio altamente arricchito iraniane, oltre alla chiusura di tutte le strutture nucleari sotterranee del paese. Trump ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui l’intesa consentirebbe a Teheran di mantenere un livello di arricchimento al 3,67%, definendo tali ipotesi estranee al quadro negoziale attuale.
Il tono resta comunque quello tipico del commander in chief: ottimismo affiancato da una minaccia esplicita. “Se accettano, è finita. Se non accettano, bombardiamo”, ha dichiarato senza mezzi termini.
Teheran temporeggia, ma non chiude.
Dalla sponda iraniana, i segnali sono più cauti. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha confermato che una proposta americana , veicolata attraverso la mediazione pakistana , è attualmente “sotto esame” e che Teheran comunicherà la propria posizione definitiva solo al termine delle valutazioni interne. L’agenzia semi-ufficiale ISNA ha inoltre definito “speculazioni mediatiche” alcune delle indiscrezioni pubblicate dal sito americano Axios sui contenuti dell’eventuale intesa.
La bozza sul tavolo.
Secondo quanto riportato da Axios, le due parti si troverebbero vicine a un accordo preliminare che dichiari la fine del conflitto e apra un periodo negoziale di trenta giorni per definire un’intesa più articolata. I temi al centro dei colloqui successivi sarebbero la riapertura del transito nello Stretto di Hormuz, la limitazione del programma nucleare iraniano e la rimozione delle sanzioni americane. Come possibili sedi dei negoziati vengono indicate Islamabad e Ginevra.
Tra i punti ancora aperti, la durata della moratoria sull’arricchimento dell’uranio: l’Iran avrebbe proposto cinque anni, gli Stati Uniti ne chiedono venti. In cambio, Washington sarebbe disposta ad allentare progressivamente le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati.
Funzionari americani, sempre secondo Axios, avrebbero giudicato questo il momento più vicino a un’intesa preliminare dall’inizio del conflitto, e avrebbero atteso una risposta iraniana su diversi punti chiave entro 48 ore.
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