9 Settembre 2026
Cultura

I chip A20 e A20 Pro porteranno iPhone 18 nell’era dei 2 nanometri.

Secondo le ultime indiscrezioni, la futura generazione iPhone 18 segnerà un grande, ma costoso, salto tecnologico per la storia dell’hardware Apple. L’azienda di Cupertino si prepara a integrare i chip A20 e A20 Pro realizzati con processo produttivo a 2 nanometri di TSMC, abbandonando definitivamente la tecnologia a 3 nm utilizzata finora.

Le novità dei chip A20 e A20 Pro.

Si tratta di un cambiamento strutturale nella fisica dei semiconduttori, che promette un miglioramento stimato delle prestazioni tra il 10 e il 15% a parità di consumo, o una riduzione dei consumi fino al 30%. A guidare questa rivoluzione saranno i nuovi SoC noti come A20 e A20 Pro. Quest’ultimo, pensato per i modelli di fascia alta, con tutta probabilità alimenterà anche il primo iPhone pieghevole della storia di Apple, previsto per il 2026.

Ma le novità non riguardano solo il nodo produttivo: Apple starebbe sperimentando l’integrazione della memoria RAM direttamente sul wafer del chip. La tecnica permetterebbe di ridurre drasticamente le dimensioni fisiche del SoC e di migliorare la comunicazione interna tra CPU, GPU, Neural Engine e memoria. I vantaggi sarebbero cruciali per le funzionalità legate a Apple Intelligence e per la gestione termica dei futuri dispositivi.

Strategia di rilascio scaglionato in arrivo.

La transizione tecnologica tuttavia comporterà implicazioni economiche significative. Secondo le stime, i chip a 2 nanometri potrebbero costare fino al 50% in più rispetto ai predecessori a 3 nm, a causa dei costi elevati delle nuove macchine e della complessità del processo produttivo. Per ammortizzare l’impatto, diverse fonti parlano di una strategia di rilascio scaglionato per Apple: i modelli di fascia alta con chip A20 Pro debutteranno a settembre 2026, mentre le versioni base con chip A20 standard arriveranno nella primavera 2027.

L’introduzione del nodo a 2 nanometri non si limiterà agli iPhone: la stessa architettura diventerà la base per i futuri chip M6 destinati ai MacBook Pro e ad altri dispositivi professionali di fascia alta. Con l’era dei 2nm, Apple non promette soltanto smartphone più potenti, ma una ridefinizione dell’efficienza, dell’integrazione e del futuro del design hardware.

Foto di Colin Behrens da Pixabay.com