6 Giugno 2026
Europa

Inverno a Gaza, l’Onu lancia l’allarme: “La sofferenza si aggrava dopo oltre due anni di guerra”.

Il rigido inverno che sta colpendo la Striscia di Gaza sta aggravando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione civile, già stremata da oltre due anni di guerra israeliana. A lanciare l’allarme è il commissario generale dell’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.

“Più pioggia. Più miseria umana, disperazione e morte”, ha scritto domenica Philippe Lazzarini in un messaggio pubblicato sul social network X. Secondo il responsabile dell’agenzia Onu, i civili di Gaza “sopravvivono in tende fragili e allagate, tra le macerie”, mentre gli aiuti umanitari “non vengono autorizzati in quantità sufficienti rispetto ai bisogni”.

Lazzarini ha sottolineato che l’UNRWA sarebbe in grado di moltiplicare immediatamente gli sforzi di assistenza, qualora l’ingresso degli aiuti fosse consentito su scala adeguata.

In un comunicato separato, il governo palestinese ha stimato che nella Striscia di Gaza siano necessari almeno 200.000 moduli abitativi prefabbricati per rispondere alle urgenti esigenze umanitarie delle persone sfollate, soprattutto alla luce delle attuali condizioni meteorologiche estreme.

La sala operativa del governo ha riferito che l’attuale perturbazione ha allagato e distrutto migliaia di tende per gli sfollati in tutta l’enclave, aggravando ulteriormente un’emergenza umanitaria già drammatica.

Da sabato Gaza è interessata da una depressione polare – la terza dall’inizio della stagione invernale – che sta portando piogge intense e forti venti. Nei mesi precedenti, due analoghi sistemi di bassa pressione avevano causato la morte di 17 palestinesi, tra cui quattro bambini, a seguito del crollo di edifici già danneggiati dai bombardamenti israeliani e dell’allagamento o sradicamento di decine di migliaia di tende.

Le condizioni meteo rappresentano un pericolo costante per gli sfollati, costretti a vivere in tende usurate o in edifici gravemente danneggiati e a rischio crollo, colpiti ripetutamente dagli attacchi israeliani dall’ottobre 2023.

foto hosny salah da Pixabay.com